

VITERBO - “Com’era bello il mio Pd”. Già, il Pd del Lingotto a Torino, o quello che nel 2008, nonostante il centrosinistra fosse reduce dalla debacle del governo Prodi, riuscì ad avere il 34 per cento dei consensi da parte degli italiani. Quel Pd che sarebbe dovuto diventare il partito del futuro, dei riformisti, di coloro cioè che avrebbero dovuto cambiare l’Italia e gli italiani. Un Pd di sinistra, “che finora è stata poco sinistra perché non ha innovato”. Il Pd di Walter Vetroni, che oggi non c’è più, ma che potrebbe tornare ad esserci e di cui lo stesso Veltroni ha parlato a lungo domenica pomeriggio ad Acquapendente, in quella bomboniera che si chiama teatro Boni, davanti a oltre 250 persone, presentando il suo ultimo libro “E se noi domani”.