

VITERBO - Lo sfratto esecutivo, programmato per questa mattina, ai danni di S.C. e di sua figlia ha trovato una nuova proroga. La donna, vedova dal dicembre del 2009, vive con la figlia 35enne affetta da ipertensione polmonare arteriosa che si è sviluppata in seguito ad una malformazione cardiaca, non operabile, scoperta solamente due anni fa. Ma per la seconda volta, le due donne, hanno ricevuto la visita dell'ufficiale giudiziario con l'avvocato dei proprietari della casa che occupano.
Presente, sul posto, anche l'avvocato delle due donne che da tempo si occupa di una vicenda nata 13 anni fa. Dopo una mattinata di colloqui e mediazioni, il medico legale ha visitato la 35enne affetta dalla malattia rara e degenerativa che la costringe all'uso dell'ossigeno e di macchinari che possano aiutarne la deambulazione. La situazione, palese, è stata confermata dalla dottoressa che ha sottolineato l'impossibilità, per la ragazza, di essere trasportata e, soprattutto, di rimanere senza una consona sistemazione.
Il colloquio fiume tra l'avvocato Guido Conticelli e il rappresentante legale, Emanuele Barbacci, della società SoGePa, la srl proprietaria dell'appartamento, si è concluso con un nuovo patto. Entro il 23 marzo, infatti, la casa dovrà essere liberata. Rimangono due settimane, ai servizi sociali, per trovare un luogo idoneo alla ragazza e sua madre che non possono vivere in un appartamento minore di 60 mq per le esigenze della 35enne che deambula tramite un motorino elettrico.
Non una sicurezza per S.C. che ha continuato a combattere per difendere la figlia ma che è stata lasciata a casa dal lavoro dopo un infarto subito due anni fa e la crisi che ha aggravato le condizioni della figlia ormai disabile al 100% in modo permanente. La donna si è impegnata, con l'aiuto delle istituzioni, ad arrivare al termine ultimo nelle condizioni di poter consegnare le chiavi di casa senza opposizioni. Presente sul posto anche la polizia e il centro chiavi.