

VITERBO - Dodici anni. Questa la condanna inflitta oggi dal gup del tribunale di Viterbo, Salvatore Fanti, a Vasilica Goldum, il pastore romeno arrestato il 18 settembre del 2011 per l’omicidio del fratello minore Mihai.
Corroso dalla gelosia, sconvolto dal sospetto che il fratello avesse una relazione con sua moglie, stordito dal vino, l'uomo aveva inferto una coltellata al petto del presunto rivale, il fratello appunto, trapassandogli il cuore e uccidendolo all'istante.
I due, di 36 e 35 anni, vivevano a Oriolo Romano insieme ad un altro fratello e lavoravano come servi pastori per un allevatore di pecore.
Nella baracca in cui abitavano, i due fratelli avevano iniziato a discutere animatamente, fino a quando Vasilica, colpito dal fratello, avrebbe reagito d’impulso con il coltello che stava utilizzando per preparare la cena. Ricostruzione, questa, che non ha mai convinto il giudice.
Adesso la difesa si prepara a ricorrere in Appello.