ANNO 16 n° 273
Varato il nuovo piano
del commercio targato Mancini
il documento passa a maggioranza, astenuto il consigliere azzurro Purchiaroni che lo ritiene ''un guazzabuglio''
06/02/2019 - 21:02

di Annamaria Lupi

VITERBO – Buona la terza… o quasi. Una discussione, quella sul piano del commercio, articolata in tre sedute e tutte particolarmente pepate. Oltre che di notevole durata, a testimonianza delle perplessità che hanno caratterizzato la trattazione del provvedimento.

Dopo la seconda assise andata avanti sino a mezzanotte e mezza anche quella odierna, conclusasi attorno alle 16, non si è rivelata propriamente una passeggiata di salute.

Di nuovo gli emendamenti hanno tenuto banco e ai 18 articoli iniziali che componevano il documento se ne è aggiunto un altro, proposto dalla capogruppo di Viterbo 2020 Chiara Frontini della minoranza, che sancisce la nascita dei negozi turistici.

Oltre ai mal di pancia della Lega, che poi ha votato a favore, a fare rumore in particolare è stata l'astensione del consigliere di Forza Italia Fabrizio Purchiaroni.

Astensione che l'esponente azzurro motiva così: “Sostanzialmente non sono convinto della bontà di questo provvedimento per Viterbo e per i cittadini. Un documento fatto con tanta fretta e quindi anche controverso, ci sono poi delle cose non condivise neanche dalle associazioni di categoria. Quindi i miei dubbi attengono a una serie di motivi”.

Per Purchiaroni si tratta “di un qualcosa che non va verso la valorizzazione del centro storico e non fa una pianificazione urbanistico-commerciale come invece sarebbe necessario avere, non è un documento che guarda alla viabilità, insomma è un documento monco. Come del resto è stato riconosciuto da tutto il consiglio comunale non può neanche essere definito piano del commercio, è di fatto un qualcosa che cerca di regolamentare tanti aspetti diversi e alla fine è un po' un guazzabuglio”.

“Ritengo che Viterbo abbia bisogno di una visione globale in tutti i suoi aspetti della città. Perché sicuramente questo strumento non riesce a dare tale visione soprattutto in una materia che è molto complessa. E certamente per la città sarebbe stato necessario e doveroso un maggiore approfondimento sul tema” conclude.






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