ANNO 16 n° 272
''Vai al pronto soccorso, fingi dei dolori e ti faranno i monitoraggi''
23enne, al termine della gravidanza, non riesce ad ottenere una visita
30/06/2017 - 06:57

di Irene Minella

VITERBO – Aspettare un bambino è forse il momento più bello per la vita di una donna. Soprattutto quando la gravidanza volge al termine e si potrà finalmente vedere il volto del piccolo o la piccola portato in grembo per nove mesi. Ma proprio questo momento per una ragazza della Tuscia da un sogno ad occhi aperti si sta trasformando in un incubo e la colpa, da quanto raccontano lei e suo padre, è tutta dell’ospedale Belcolle. Tempi lunghissimi per ottenere un monitoraggio infatti, la costringono a passare dal pronto soccorso fingendo dolori che in realtà non ha.

''Può essere davvero questa la prassi? - tuona G.L., il padre della 23enne incinta, a Viterbonews24 - È assurdo che mia figlia debba passare dal pronto soccorso di Belcolle per poter effettuare un monitoraggio che le spetterebbe di diritto dato che ha terminato il periodo di gestazione. Il pronto soccorso poi è già saturo e quotidianamente pieno di urgenze, perché mia figlia dovrebbe andare ad intasare ancora di più quella struttura medica e soprattutto perché dovrebbe entrare a contatto con persone malate alle quali non è stata fatta ancora una diagnosi?''.

La 23enne in questione aspetta una bambina e ha terminato il tempo di gestazione lo scorso 28 giugno entrando nella 40esima settimana di gravidanza. Come da indicazione della sua ginecologa la ragazza ha chiamato il Cup (centro unico di prenotazione) per fissare il primo monitoraggio, ma gli operatori le hanno detto che c’era posto soltanto il 6 luglio. Troppo tardi per la 23enne che in quella data entrerebbe nella 41esima settimana di gestazione e, nel caso non avesse ancora partorito, scatterebbe per lei il ricovero obbligatorio.

''Così ho provato a chiamare di nuovo il Cup supplicando gli operatori di fissarmi un appuntamento prima, ma il massimo che hanno potuto dirmi è stato il 4 luglio, ancora troppo tardi per me perché scatterebbe la 41esima settimana – racconta la 23enne a Viterbonews24 -. Chi controlla che mia figlia stia bene dal 28 giugno al 4 luglio? È un momento delicato dato che sono arrivata alla fine della gravidanza''.

''Quindi ho avvisato del problema la mia ginecologa – continua la ragazza – che mi ha detto: 'l’unica cosa da fare è andare al pronto soccorso, fingi di avere dei dolori, così vedrai che ti faranno il monitoraggio'. Io al pronto soccorso ci vado, ma non ho parole per spiegare la mia frustrazione nel dovermi comportare così. Però purtroppo è l’unico modo che ho per ottenere una visita e per assicurarmi che mia figlia stia in salute e non soffra prima del parto''.






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