

VITERBO – ''Sei una troia, una puttana... e mi devi fare un bel servizietto se vuoi rimanere in questa casa. Non puoi stare sdraiata sul letto senza fare nulla. Anzi vai a battere sotto i ponti e dammi la percentuale. Tanto gli uomini te li rimedio io''. Parole pesanti, cariche di odio e di rancore. Vere e proprie umiliazioni quotidiane quelle che per anni T.B., una donna di San Lorenzo Nuovo, sarebbe stata costretto a sentire e sopportare. Comportamenti eccessivi e irrispettosi di un marito padrone che oggi dovrà rispondere di tali eccessi.
60 anni, originario di Pitigliano in provincia di Grosseto, l'uomo è accusato di maltrattamenti contro la moglie: mesi e mesi di soprusi e minacce. Violenze fisiche e psicologiche che avrebbe portato allo stremo la donna. Fino al punto di rottura: è il maggio scorso quando T.B. decide di andare dai carabinieri di San Lorenzo Nuovo e denunciare il marito. A verbale metterà tutto: dalle volte in cui, per paura, fu costretta a chiudersi a chiave in camera da letto a quelle in cui minacciata con un coltello decise di dormire in macchina per evitare ritorsioni fisiche. E sono proprio quelle denunce e quelle dichiarazioni le prove principali che hanno spinto il pubblico ministero Fabrizio Tucci a richiedere per l’uomo il giudizio immediato, accolto dal gip Francesco Rigato lo scorso 11 giugno.
Venerdì si è aperto il processo di fronte al giudice Silvia Mattei: una prima udienza di ammissione prove in cui la moglie, rappresentata dall’avvocato Vincenzo Dionisi, si è costituita parte civile. Vorrebbe avere giustizia per tutte quelle volte in cui il marito le avrebbe urlato di non valere nulla, di non saper fare niente e di volerla vedere morta. ''Fai schifo, non sai fare niente ...io ti ammazzo''. E con il coltello in mano l’avrebbe costretta a fuggire di casa, rifugiandosi dalla figlia a Montefiascone, o a chiudersi a chiave in camera per salvarsi da quella furia.
Un atteggiamento, quello del 60enne, autoritario e manipolativo a tal punto da soggiogare la moglie anche psicologicamente: per lei sarebbe stato impossibile avere normali relazioni con altri al di fuori del nucleo familiare. L'uomo, sul quale oggi grava un divieto di avvicinamento alla casa familiare, dovrà tornare in aula a luglio 2017.