

VITERBO – “Siamo in piazza per contrastare il lavoro sottopagato in ogni sua forma e per il rilancio delle priorità dei settori popolari e precari attraverso l’ampliamento del Reddito di Cittadinanza e un reddito di base universale che invece il governo vuole abolire”.
Sit-in in via Cardarelli dell’Usb Federazione di Viterbo, ‘Lavoro o non lavoro: dobbiamo vivere’, per ribadire l’importanza di difendere il reddito “dato che in questo Paese il lavoro è in gran parte povero, sottopagato, precario e troppe volte irregolare”, affermano.
“Accanto a questo serve un forte aumento dei salari in tutti i settori del lavoro, per garantire condizioni dignitose contro il carovita, l’aumento dei prezzi che avanza in tutti i settori: dalle bollette all’affitto, dalla spesa alla sanità – proseguono -, il lavoro non è una condizione garantita in Italia, e l’abolizione del RdC avrà un grave effetto su milioni di disoccupati, tra cui negare la possibilità di rifiutare offerte di lavoro non dignitose”.
In questa ottica l’Usb intende monitorare il programma GOL, “rivendicando la centralità del sistema pubblico e tavoli periodici di confronto presso le amministrazioni regionali, deputate all’attuazione del programma, nei quali prendere visione delle proposte di lavoro effettuate e verificare, anche durante il rapporto di lavoro, che le condizioni siano dignitose”.
Inoltre, “le modalità di collocamento deve passare per i Centri per l’Impiego pubblici che vanno potenziati con risorse e organico: questa è la campagna di assunzioni che serve al Paese, per potenziare i servizi e offrire occupazione stabile, ben retribuita e senza il ricatto della precarietà costante”.
Infine, “pretendere politiche che affrontino strutturalmente il problema del lavoro nel Paese tramite misure di sostegno al reddito e lo stop ai salari da fame. La soluzione non è togliere il reddito di cittadinanza ma piuttosto ampliarlo e affiancarlo a un salario minimo e un reddito di base universale”, conclude.