


VITERBO - I social, in primis Facebook, sono mezzi alla portata di tutti per esternare il proprio pensiero con libertà. Libertà, si, di esternare, ma sempre “libertà vigilata”.
Circa sei anni fa un cittadino fanatico utente di Facebook ebbe a postare sul suo profilo giudizi non commendoveli nei confronti dell’allora comandante della Polizia locale di Viterbo, illustrando che aveva truccato un appalto, poi, avesse praticato assenze dal servizio per malattie inesistenti ed altro.
Questa vigliacca messaggistica, che non era stata letta dal diretto interessato, ma da molte persone, tra cui oltre i suoi congiunti anche da consiglieri Comunali viterbesi.
Partì quindi una denuncia contro ignoti per diffamazione aggravata (art.595, 2°comma, C.P.).
La Polizia postale, diretta dal comm. Averaldo Piazzolla, non ebbe difficoltà identificare il titolare del profilo Facebook e denunciarlo alla Procura.
Nella occasione si scoprì che l’uomo non era la prima volta che era incappato nello stesso “incidente”, quindi, un recidivo della diffamazione mezzo stampa.
Mentre il suo profilo Facebook è stato cancellato si è aperto nei suoi confronti un processo davanti al Tribunale di Viterbo (Giudice monocratico Dr. Autizi) che avrà seguito alla prossima udienza del 15 luglio.