ANNO 16 n° 274
Usa, Romney vince ma non sfonda
07/03/2012 - 09:43

Mitt Romney si aggiudica il 'Supertuesday' e avanza verso la candidatura per le presidenziali americane. Ma il colpo del Ko, come aveva sperato, non c'è stato. Il favorito tra i candidati delle primarie repubblicane, infatti, vince in sei Stati su dieci, conquistando un buon numero di delegati. Ma nello Stato chiave dell'Ohio strappa una vittoria di stretta misura sull'ultraconservatore Rick Santorum, che complessivamente tiene affermandosi a sua volta in tre Stati. Mentre l'ex speaker della Camera, Newt Gingrich, si consola con l'atteso trionfo in Georgia.

La casa Bianca ringrazia. Insomma, il 'Supermartedì' si è rivelato tutt'altro che decisivo per stabilire chi sfiderà Barack Obama il prossimo 6 novembre. E la battaglia tra i candidati del partito repubblicano sembra destinata a proseguire ancora per molto tempo. La Casa Bianca ringrazia. I vertici del Grand Old Party, invece, hanno tutte le ragioni per essere sempre più preoccupati.

A tre mesi dall'inizio delle primarie non è ancora chiaro chi sarà il vincitore. E se lo sfidante di

Obama sarà Romney - considerato da sempre il predestinato - nessuno sa in che condizioni arriverà all'apuntamento, visto il prolungarsi della lotta fratricida e senza esclusioni di colpi in atto all'interno del partito repubblicano. L'obiettivo di Romney, se non quello di chiudere definitivamente la partita, era quello di allungare le mani sulla nomination, che sarà decisa nel corso della Convention repubblicana di Tampa (Florida), il prossimo 27-30 agosto.

Il miliardario mormone ha vinto agevolmente in Virginia, Vermont, Idaho, nel suo Massachusetts, dove è stato governatore, e in Alaska. Ma in Ohio - dove in passato tutti i candidati repubblicani diventati presidente degli Stati Uniti hanno sempre vinto - riesce a spuntarla con un solo voto di scarto, al termine di un entusiasmante testa a testa che ha visto l'ex senatore della Pennsylvania Santorum avanti per buona parte dello scrutinio.

Quest'ultimo si è invece aggiudicato North Dakota, Oklahoma e Tennessee. E mantiene vive le sue speranze di farcela, puntando sullo scarso appeal di cui gode l'avversario, votato più perché considerato il male minore che per passione. La fotografia della serata è la sala in cui a Boston, nel quartier generale di Romney, erano riuniti i suoi sostenitori. Era programmata una grande festa. Ma alla luce dei risultati, inferiori alle aspettative, la delusione era tangibile. Lo stesso Romney stavolta ha parlato meno da presidente (attaccando meno del solito Obama) e più da candidato, cercando di rassicurare i suoi («Otterrò la nomination») e riconoscendo la buona performance di Santorum e il buon risultato di Gingrich in Georgia.

Gingrich intanto mostra di crederci ancora: «Ho visto molti conigli correre», ha detto, ricordando i molti candidati repubblicani persisi per strada. «Ma io sono una tartaruga». Le sue chance, in realtà, appaiono molto basse. Ma i suoi voti potranno essere determinanti nel momento in cui deciderà di ritirarsi.

Ilmessaggero.it






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