

VITERBO - Quattro anni e quattro mesi di reclusione sono stati inflitti con il rito abbreviato alla donna di 40 anni e al suo amante, un ventenne egiziano, che la notte tra il 9 e il 10 luglio, a Orte, resero in fin di vita il compagno di lei, colpendolo ripetutamente con un bastone. Gli aggressori furono arrestati dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio.
Il pubblico ministero Fabrizio Tucci aveva invece chiesto la condanna di entrambi a 8 anni di carcere. Ad avviso del rappresentante dell’accusa la donna, dopo aver detto al compagno che si sarebbe recata a far visita alla figlia ospite di un campeggio estivo, durante la notte, insieme con il suo giovane amante, è tornata a casa per compiere una ''spedizione punitiva'' e impossessarsi dei gioielli. Il pestaggio sarebbe stato quindi pianificato in tutti i dettagli.
Il giudice dell’udienza preliminare, Salvatore Fanti, al contrario di quanto sostenuto dall’accusa, ha accolto la tesi della difesa degli imputati, secondo la quale, la donna e il giovane egiziano, che hanno sempre negato di essere amanti, sarebbero tornati a casa per prelevare i gioielli e venderli. Ma furono scoperti dal compagno di lei. Da qui la lite e il pestaggio.
Il difensore degli imputati ha già annunciato che presenterà ricorso contro la sentenza.