

VITERBO - Svolta nell'inchiesta a carico di un imprenditore di Montefiascone accusato di pedofilia ai danni della figlia cinque anni. I periti nominati dal Gip Franca Marinelli in sede di incidente probatorio hanno concluso che la bambina non è attendibile e che i suoi racconti sulle presunte violenze sessuali subite dal padre potrebbero essere frutto di suggestione.
I periti, tutti psicologi, hanno illustrato le conclusioni cui sono giunti ieri mattina, durante un'audizione a porte chiuse nel palazzo di giustizia di Viterbo
Il Gip Marinelli, al termine della relazione dei periti, ha aggiornato la discussione al prossimo ottobre, quando saranno ascoltati i consulenti nominati dalla difesa dell'imprenditore e dalle parti civili, l'ex moglie e la stessa figlia.
Il presunto ''orco'' fu arrestato nel settembre 2011 dagli uomini della squadra mobile di Viterbo e posto agli arresti domiciliari a seguito di una delicata indagine, scaturita da una segnalazione dei servizi sociali di Montefiascone. La mamma della bambina, mentre era in corso la causa di separazione dal marito, infatti, aveva contattato le assistenti sociali avanzando il sospetto che la figlia, all'epoca di 4 anni e mezzo, aveva subito abusi sessuali dal padre.
Dopo pochi giorni, l'uomo fu rimesso in libertà, ma gli venne imposto l'obbligo di non frequentare la casa in cui vivono la figlia e l'ex moglie. Obbligo che gli è stato revocato ieri mattina su richiesta del suo difensore, l'avvocato Giovanni Bartoletti. Dopo quasi un anno, quindi, l'imprenditore potrà incontrare di nuovo la figlioletta.