ANNO 16 n° 275
Unopił, impossibile
mantenere i 74 dipendenti
Stamani l'incontro in Prefettura con i sindacati e rappresentanti dell'azienda
20/11/2012 - 17:22

VITERBO – “Siamo entrati preoccupati e usciamo preoccupati’’. Con queste parole il sindaco di Soriano al Cimino, Fabio Menicacci, ha commentato l’incontro avvenuto questa mattina in Prefettura con i rappresentanti sindacali della Unopiù, gli amministratori dell’azienda e il presidente della Provincia Marcello Meroi a seguito della dichiarazione dell'amministratore delegato Marco Dolcino che annunciava la messa in mobilità dei 74 dipendenti in esubero.

‘’Una piccola apertura – ha spiegato il primo cittadino – è stata quella di prendere in considerazione il part time. Questa ‘’soluzione’’, però, - ha continuato – non risolverà il nodo dei tagli, infatti, l’azienda in quattro anni è passata da un fatturato di 83 milioni di euro a 34 milioni. Una perdita economica troppo eccessiva per permettere alla Unopiù di mantenere tutti i dipendenti che rischiano di andare in mobilità’’.

‘’Noi, comunque – ha proseguito – come Comune e in accordo con la Provincia, abbiamo chiesto un incontro con il consiglio di amministrazione. Per giovedì è prevista la firma del patto di mancato accordo e, dopo i trenta giorni previsti per la trattativa, si arriverà al Ministero dello sviluppo economico’’.

Intanto Stefano Del Canuto della Rsa Cgil, dopo aver fatto presente la disponibilità dei lavoratori a lavorare di meno, percependo retribuzioni minori, ha confermato la richiesta del contratto di solidarietà e l’aumento, a dieci mesi, del part time.

Grande fermento sotto il palazzo del Governo con i lavoratori che hanno presidiato la piazza in attesa dell’incontro di stamani. Al grido di ‘’Lavoro, lavoro’’ i dipendenti della Unipiù hanno spiegato la grave situazione che, dallo scorso venerdì stanno vivendo, quando l’amministratore delegato dell’azienda leader nel settore dell’arredamento da esterni, Marco Dolcino, ha comunicato ai sindacati che, a partire dal 19 dicembre, si sarebbe proceduto con la messa in mobilità dei 74 dipendenti in esubero.

C’era stata una totale marcia indietro rispetto alle mediazioni avviate con le sigle sindacali: l’azienda inizialmente si era infatti dimostrata aperta al part-time (accompagnato dal contratto di solidarietà), per poi, almeno fino a stamani, cambiare decisamente rotta. Il consiglio di amministrazione aveva praticamente bocciato le due uniche alternative possibili per tutelare il lavoro dei dipendenti: la cassa integrazione e il contratto di solidarietà. Entrambi previsti dalla legge.

Per questo motivo i lavoratori erano entrati in stato di agitazione e da domenica in sciopero generale.

La questione era stata affrontata giovedì scorso durante il consiglio comunale straordinario, nella sede della Unopiù e al quale erano presenti, oltre ai lavoratori e ai rappresentanti sindacali, anche amministratori locali, quali: i sindaci Nicola Olivieri (Vitorchiano), Alessandro Romoli (Bassano in Teverina), Antonio Porri (Vasanello), e Giuseppe Pagliaccia (Lubriano). In rappresentanza del Comune di Viterbo era presente, invece, il vicesindaco Luigi Maria Buzzi, mentre per la Provincia l’assessore allo Sviluppo Economico e Attività produttive, Franco Simeone.

Presenti al presidio di questa mattina in piazza del Comune, oltre ai sindaci Menicacci, Romoli, Porri, Olivieri, Pagliaccia, Marini e Palozzi (Canepina), l’assessore provinciale alle Politiche sociali Paolo Bianchini.

 

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