

VITERBO - Addio al dipartimento di Beni culturali dell'Università della Tuscia. Il rettore sottoporrà agli Organi di Governo, a fine aprile, la proposta di disattivazione del dipartimento.
''Preciso- dice il Rettore Ruggieri - che si tratta di una mera misura organizzativa che scaturisce dalla diretta applicazione della legge Gelmini che impone un numero minimo di 35 docenti per la costituzione di un dipartimento. Il dipartimento di Scienze dei beni culturali, a seguito di una serie di pensionamenti, ha visto ridursi progressivamente la sua consistenza numerica negli ultimi anni; il reclutamento di nuove unità consentito dal quadro normativo e finanziario vigente, che impone una serie di limiti legati al turnover, non ha consentito il ripristino di tutte le unità di personale cessate''.
''Deve essere però chiaro - continua - che i corsi di laurea di scienze dei beni culturali, Archeologia e Storia dell'Arte nonché il neoistituito Corso di laurea a ciclo unico di Conservazione e Restauro dei Beni culturali, non vengono soppressi; al contrario sono stati potenziati in tecnologia e mezzi e sono stati riconfermati dagli Organi di Ateneo e già approvati dal Miur per l'anno accademico 2015/2016. Pertanto gli studenti potranno continuare regolarmente ad iscriversi ai predetti corsi che saranno semplicemente incardinati in uno o più dipartimenti affini per vocazione culturale e scientifica''.
Quindi la novità attiene solo a una ''diversa organizzazione dei dipartimenti'' ma nulla cambia per quanto riguarda il significato strategico dei beni culturali nelle politiche didattiche e di ricerca dell'Ateneo.
E' prioritario l'interesse dell’Ateneo a mantenere i corsi dell’area dei beni culturali, viste anche le strette correlazioni con lo sviluppo e la valorizzazione del nostro territorio. Questo è comprovato dalle numerose attività di ricerca attive nell'ambito storico artistico e archeologico (basti pensare alle numerose recenti iniziative sugli Etruschi) e alle tante giornate ed eventi che si sono svolte ultimamente.
Va, in particolare, rammentato l’investimento riposto nel Corso, a ciclo unico e a numero chiuso, di Conservazione e Restauro dei Beni culturali; si tratta di un corso professionalizzante, inaugurato quest’anno con la Lectio magistralis del Direttore Paolucci dei Musei vaticani, per il quale l’Università ha realizzato appositi laboratori di restauro con attrezzature e strumentazioni tecnologiche all’avanguardia a servizio degli studenti e delle attività di ricerca scientifica del corso.
''La volontà dell'Ateneo - conclude - è quindi quella di mantenere l'identità didattica, scientifica e culturale dei beni culturali che ha rappresentato e continuerà a rappresentare uno dei punti caratterizzanti della nostra offerta formativa''.