ANNO 16 n° 271
'Unitus tra le eccellenze mondiali, una notizia che mi riempie di gioia e speranza'
Il commento di Sergio Caci: '11esima su 219 per la sostenibilitą'
28/09/2026 - 14:38

 

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo - Partiamo da un fatto semplice: quella di oggi è una bellissima notizia per tutta la Tuscia.

L'Università degli Studi della Tuscia è all'11° posto in Italia e al 219° nel mondo nel ranking internazionale UI GreenMetric 2026, su oltre duemila università di 110 Paesi. Un risultato che colloca Unitus nel primo 10% degli Atenei più sostenibili a livello mondiale.

È un risultato che mi riempie di gioia e di orgoglio, ma soprattutto mi dà speranza.

Perché ai numeri della classifica generale si aggiungono risultati altrettanto importanti: settimo posto in Italia per le infrastrutture, ottavo per educazione e ricerca, decimo per governance e digitalizzazione.

Sono dati che raccontano un'Università che non si limita a parlare di sostenibilità, ma che la affronta attraverso la ricerca, la formazione, l'innovazione, le infrastrutture e la capacità di costruire nuove competenze.

Ed è proprio questo, a mio avviso, il valore più importante di questo risultato.

Avere nella nostra provincia un'Università riconosciuta a livello internazionale su questi temi non è affatto scontato. È un patrimonio che dobbiamo conoscere meglio, valorizzare e mettere sempre più in relazione con il territorio.

La sostenibilità, infatti, non riguarda soltanto l'ambiente. Significa anche innovazione, nuove tecnologie, digitalizzazione, ricerca, formazione e capacità di creare opportunità.

Penso, in particolare, al tema delle energie rinnovabili e della transizione energetica. Sono processi che stanno cambiando profondamente il nostro Paese e che richiedono competenze sempre più qualificate. E proprio per questo il ruolo dell'Università può essere fondamentale.

Non soltanto per studiare nuove soluzioni, ma anche per formare le professionalità che saranno necessarie nei prossimi anni, sviluppare ricerca, favorire l'innovazione e creare un collegamento sempre più forte tra conoscenza, imprese e territorio.

Il vero valore della transizione, infatti, non si misura soltanto in termini di energia prodotta o di tecnologie installate. Si misura anche nella capacità di generare conoscenza, competenze, occupazione qualificata e nuove opportunità per i nostri giovani.

Su questo la Tuscia può e deve avere un ruolo.

Il risultato raggiunto da Unitus ci dice che le competenze non sono lontane da noi: sono qui, nella nostra provincia. E che possiamo costruire anche qui percorsi di formazione, ricerca e innovazione capaci di accompagnare le grandi trasformazioni che ci attendono.

Per questo credo che il rapporto tra Università, istituzioni, imprese e territorio debba diventare sempre più stretto.

Sostenibilità, energia, ambiente, agricoltura, innovazione e digitalizzazione sono temi che avranno un peso enorme nel futuro della nostra comunità. E avere un Ateneo che si colloca nel primo 10% mondiale per sostenibilità rappresenta un'opportunità straordinaria.

Quella di oggi, quindi, non è soltanto una buona notizia per l'Università della Tuscia. È una buona notizia per tutta la provincia di Viterbo.

E soprattutto è una buona notizia per i ragazzi che oggi studiano, si formano e progettano il proprio futuro».






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