


VITERBO - Nella giornata del 12 ottobre, presso l’aula magna dell’università della Tuscia, a Santa Maria in Gradi, si è tenuta la cerimonia di conferimento del dottorato honoris causa al prefetto di Roma Lamberto Giannini, che ha conseguito il dottorato in Società in mutamento Politiche, Diritti e Sicurezza ed è stato il primo insignito di questo tipo di laurea nella storia dell'ateneo viterbese.
“Il Prefetto Giannini è il primo, nella storia della nostra università a ricevere la laurea honoris causa – così il rettore Stefano Ubertini ha iniziato la cerimonia – per me e per tutti i miei colleghi è un vero onore dare questo riconoscimento ad un uomo come Giannini che da sempre si è contraddistinto per il suo percorso straordinario nella lotta contro il terrorismo. Il prefetto Giannini ha lasciato un’impronta significativa nella società di oggi specialmente quando parliamo di sicurezza e quando parliamo di strategia per garantire la sicurezza a tutti i cittadini e le cittadine. Il prefetto è riconosciuto, inoltre, per avere sviluppato metodi e approcci che saranno utilizzati anche dalle generazioni future e saranno di ispirazione per una crescita e uno sviluppo costante. Spero che questo possa essere un esempio per le tante ragazze e i tanti ragazzi presenti qui oggi, dimostrando come il lavoro, la passione, la dedizione, l’attenzione del benessere di tutti crei un esempio positivo e di leadership importante”.
Dopo la consegna del diploma di laura, Giannini ha tenuto la Lectio Magistralis, Terrorismo e sfide future. Durante la lezione il prefetto si è soffermato sul recentissimo conflitto bellico scoppiato in Palestina: “Quello che è accaduto pochi giorni fa ad Israele ci ha sconvolto, soprattutto ci hanno sconvolto le modalità e i metodi utilizzati durante il conflitto. Abbiamo pensato che gli avvenimenti del 2014, quando il gruppo terroristico Isis ha scatenato una guerra asimmetrica in Europa e in altri paesi fosse un evento unico e irripetibile. Il conflitto era fatto di attentati, stragi indiscriminate, con una ferocia che noi avevamo ritenuto ineguagliabile. Ci sbagliavamo, abbiamo ora assistito ad un attacco senza preavviso di Hamas allo stato di Israele, con una grande preparazione militare su più fronti e con diverse modalità, utilizzando massicci bombardamenti simultanei e metodi terroristici, con l’assassinio di civili inermi e con un rastrellamento di quest’ultimi, che ha portato alla cattura nelle strade e nelle abitazioni, di donne, anziani e bambini che sono stati deportati, fatti oggetti di violenze e tenuti in ostaggio. Tutti questi fatti ci hanno inevitabilmente ricordato le barbarità naziste”.
“Ci preoccupano le prospettive che non conosciamo, perché potrebbero cambiare gli scenari – prosegue Giannini – Questo conflitto potrebbe avere sviluppi che noi non conosciamo e potrebbe anche vedere l’intervento di nuovi attori. Questa è una situazione che crea un clima di grande tensione tra tutti i cittadini, in primis a coloro che appartengono alle comunità ebraiche. La domanda è, il nostro sistema di contrasto al terrorismo, ha la struttura e i mezzi per affrontare questo momento cruciale? Io ritengo di si, ma per far si che questa non sia semplicemente un'affermazione assertiva, penso sia bene illustrare quelle che sono le peculiarità del nostro sistema di sicurezza: Un vero e proprio unicum nato dall'esperienza sul campo di decenni di lotta al terrorismo.'