ANNO 16 n° 28
Unindustria, economia del Lazio in crescita sopra la media nazionale: +1,2% nel 2024
Il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo: “L’industria traina quasi il 60% del PIL regionale. Serve ora accelerare su infrastrutture e filiere strategiche”
28/01/2026 - 15:28

ROMA - La Regione cresce quasi il doppio della media nazionale: +1,2% il Lazio nel 2024, contro +0,7% dell’Italia (sono attese le stime per il 2025 e le previsioni 2025 ancora positive con una crescita, seppur non ai livelli del 2024, comunque sopra la media italiana). Importante il contributo dell’Industria alla crescita del PIL: quasi il 60%. Lo ha detto

Il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo stamani a Roma al St Regis Hotel durante una conferenza stampa in cui ha delineato le priorità strategiche delle imprese e del territorio in un contesto economico regionale che mostra segnali di crescita superiori alla media nazionale. Per Biazzo “se l’industria avanza con un passo più deciso, la crescita è più solida. È questo il messaggio di fondo del Piano industriale del Lazio che si sta dimostrando una piattaforma valida su cui stanno convergendo diversi contributi ed un impegno istituzionale chiaro che ne aumenta la credibilità e la forza: per questo stiamo lavorando all’aggiornamento e alla definizione dei focus per il 2026 che presenteremo tra febbraio e marzo”.

La struttura economica della regione si dimostra competitiva per la sua varietà: settori manifatturieri che esportano e innovano (+14% nei primi tre trimestri 2025 contro il +3,6% del dato complessivo italiano con un contributo alla crescita nazionale di oltre il 20%), servizi avanzati che investono e crescono (dal digitale, all’audiovisivo, dalle telecomunicazioni alla sicurezza). Bene anche l’occupazione. Il tasso di occupazioni è al 64,2% e tasso di disoccupazione è al 5,8%, entrambi migliori della media italiana, “ma dobbiamo ancora crescere per garantire una occupazione più diffusa e di qualità”.

Secondo Biazzo “c’è un metodo Lazio che funziona, siamo molto soddisfatti per il clima di grande collaborazione istituzionale tra Regione e Comune di Roma che sta contraddistinguendo questa fase. Il 2026 deve essere un anno di impegno massimo per capitalizzare tanti sforzi. Abbiamo una grande città e motore economico di estremo valore come Roma e altre province con vocazioni produttive importanti, ma che hanno bisogno di grande cura e sostegno. La crescita e lo sviluppo del tessuto produttivo sono il collante fondamentale per tenere insieme la nostra regione: c’è bisogno di un approccio ampio e coordinato per una regione sempre competitiva”. Per questo “Rieti, Viterbo, Frosinone, Latina, Cassino, Aprilia e Civitavecchia devono essere raggiungibili tra loro con infrastrutture moderne e sicure ed essere collegate in 60 minuti a Roma, la porta di accesso al mondo per tutto il Lazio”. Bisogna quindi “pianificare e dove si può concludere i lavori sulle altre infrastrutture fondamentali per rigenerare le connessioni nella regione dalla Salaria, alla Cassia, alla Orte-Civitavecchia, la Cisterna-Valmontone, la Frosinone-Latina, la Orte-Cassino-Gaeta e la TAV del basso Lazio”.

Tanti i tracciati da seguire: “Zona Logistica semplificata e Consorzio Industriale devono essere operativi nel più breve tempo possibile per essere subito più attrattivi per la semplificazione. Sostenere le filiere strategiche ad alto contenuto tecnologico ed innovativo (digitale, telecomunicazioni, farmaceutico, spazio e difesa, cinema e audiovisivo, green economy ed energia, avviare opere fondamentali come il Termovalorizzatore e la Roma-Latina su cui non ci devono essere esitazioni”.

“Bisogna insistere sul tema della crescita dimensionale delle imprese, sull’apertura di nuovi mercati e sulla capacità di innovazione delle imprese con strumenti di sostegno regionali facilmente accessibili e “pazienti”: investire in tecnologie critiche, processi innovativi, i cosiddetti asset intangibili come i brevetti, competenze esclusive, reputazione richiede tempo, sostegno e pochi vincoli”.






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