

VITERBO - Domenico Merlani è stato confermato alla guida degli industriali viterbesi e vice presidente regionale di Unindustria per altri quattro anni. Ad eleggerlo l’Assemblea generale di Unindustria Confindustria Viterbo, riunita giovedì 15 novembre all’Hotel Salus e delle Terme di Viterbo. Come vice è stato confermato Giampietro Colamedici, che insieme al nuovo consiglio direttivo affiancherà Merlani nel suo lavoro. All’Assemblea sono intervenuti anche Aurelio Regina, vice presidente nazionale di Confindustria, Maurizio Stirpe, presidente di Unindustria, e Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera.
Merlani ha fatto il punto sulla situazione economica e sociale della Tuscia, anche alla luce dell’Analisi congiunturale presentata dall’associazione lunedì scorso. “Siamo consapevoli delle difficoltà - ha esordito Merlani - e la consapevolezza di questa difficoltà è una delle ragioni che hanno motivato la nostra scelta di ricercare più ampie aggregazioni: la nascita di Unindustria è il più importante risultato di questa ricerca”.
La crisi morde duro: “Il 2011 si e’ chiuso per l’industria viterbese con un bilancio negativo, ma forse meno cupo di quanto ci si aspettasse; i primi sei mesi del 2012 però sono stati caratterizzati da un brusco peggioramento del clima congiunturale. Il fatturato dell’industria a valori correnti nel primo semestre del 2012 è diminuito del 10%, in base ai risultati dell’indagine da noi condotta sul campione di aziende nostre associate. tale andamento è imputabile per intero alla contrazione delle vendite sul mercato italiano. Un discorso a parte va fatto per l’industria delle costruzioni, che rimane uno dei due settori più importanti dell’economia industriale della provincia: i primi dati disponibili sull’andamento dell’attività edilizia in provincia di Viterbo durante il primo semestre 2012 evidenziano un netto peggioramento dei livelli di attività. Negli ultimi mesi però registriamo una volontà degli imprenditori di ritornare a sperare in una ripresa utilizzando qualche timido segnale in questo senso. Parlando con i colleghi di Civita Castellana, dopo il Cersaie di fine settembre, abbiamo ascoltato parole di maggiore fiducia e comunque di rinnovato impegno. Non a caso nel settore della ceramica il 23% delle aziende che compongono il campione della nostra indagine ha già effettuato investimenti nei primi mesi del 2012. Quel che è certo, però, è che le speranze sono fondate esclusivamente sui mercati esteri, mentre le previsioni per l’andamento della domanda interna rimangono negative”. Ad ostacolare la crescita però una pubblica amministrazione e un sistema creditizio spesso lontani dalle imprese. Nella relazione di Merlani (in allegato il documento intero) spazio poi alla crescita dimensionale delle imprese, all’internazionalizzazione, al rapporto di collaborazione tra imprese e sindacati.