ANNO 16 n° 271
Uniamoci al club dei sognatori con Pan di Stelle: 30 secondi, mille vocazioni, un solo progetto
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi
Elsa
03/10/2024 - 10:09
di Elsa Berardi

VITERBO - Pan di Stelle, marchio autonomo dai primi anni 2010, mostra sin dagli albori del lancio dei biscotti stellati una via d’uscita dal solito quotidiano, servendosi soprattutto di storie incentrate sulle esigenze dell’infanzia: colorare le relazioni con la meraviglia dello sguardo, come nel format anni ’90 del mulino in campagna, condividere il proprio risveglio con un confidente-peluche, come nella campagna pubblicitaria del 2006, scoprire la genuinità dei primi batticuore, come da claim già indipendente del 2009, fino ad arrivare all’era dei social con i contest a punti a tema sogno, antesignani dei tanto amati giveaway di premi.

L’assetto del prodotto si è ormai consolidato, con trame pubblicitarie che percorrono l’invito a sognare. Ma perché la magia di un desiderio, che in età adulta può avvizzirsi e diventare inespresso, continua a stregare generazioni di spettatori? Alle porte del 2025, la risposta ce la dà l’equipaggio di piccoli sognatori capitanato da Aurora, il personaggio-guida del nuovo spot da 30 secondi: sulle note disneyane di “A Dream Is a Wish Your Heart Makes”, i sogni dei bambini protagonisti sono materializzati in obiettivi, quindi sono più famigliari ai frequentatori adulti degli spot.

Mattia vuole gareggiare alle Olimpiadi con lo skate, la stessa Aurora è un concentrato di emancipazione e purezza, volendo sfidare la gravità da futura astronauta, per non parlare di Filippo, che promette un vivace animo rock con la sua chitarra.

I piccoli si inseguono, incoraggiando attitudini e inclinazioni proprie in autonomia, fino a prendere parte in un disegno infantile ideale in cui gli stimoli contemporanei (la street art sui muri, che alimenta la fascinazione dei bambini per il loro percorso) abbracciano gesti atavici e concreti di gentilezza, tant’è che Aurora consegna a una sua “amica di sogni” un buonissimo biscotto circondato da una patina chiara, quasi a incoraggiarla a credere nei suoi progetti oltre i convenevoli.

Aurora è modernità e bontà antica, tra influenze dell’apprezzato vestiario casual e dolci premure che fanno del suo personaggio un’icona di dedizione. Dopo la consegna del biscotto, una simpatica cerimonia di investitura, Aurora si avvicina al cielo stellato e compare un’enorme cometa che ha una scala per coda: sembra annunciarle l’inizio del suo prossimo futuro tra spedizioni nello spazio e magnifiche scoperte, con una precisione e un’interpretazione del sogno a misura, nonostante tutto, di bambino.

Questa rappresentazione del sogno sembra cogliere tutte le sfumature più manifeste dell’essere bambino, con un’accezione più generale, dell’essere giovane: semplici espedienti che non intaccano il cammino degli altri per il raggiungimento dei traguardi ma anzi, offrono loro delle possibilità (la scala come esortazione al percorso comune, in cui nessuno capeggi o occupi il gradino di un altro), l’evoluzione dei gusti e delle passioni e la proiezione verso un futuro da gustare.

Potremmo eleggere Aurora la nostra “leader atipica”: tutti le riconoscono una maggiore esperienza per ragioni, probabilmente, di età, ma la utilizza per profondere conforto e non lasciare indietro i più piccoli.

Il sogno è l’unica realtà che non contempla personaggi minori: nemmeno un tempo più prolungato di arrivo all’obiettivo può pregiudicare la purezza e l’interezza del percorso, perché sognare non è irrealistico, bensì lo è fomentare gli ostacoli. By the way, gente… “Sognate, è buonissimo!”.






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