ANNO 16 n° 273
Undici nomi. Ma non è una squadra di calcio…
05/03/2021 - 12:04

di Massimiliano Morelli 

Sharon Barni, Victoria Osagie, Roberta Siragusa, Teodora Casasanta, Sonia Di Maggio, Piera Napoli, Luljeta Heshta, Lidia Peschechera, Clara Ceccarelli, Deborah Saltori, Rossella Placati. Possono bastare questi nomi? No, non sono quelli di una squadra di calcio femminile. Sono quelli delle donne uccise in questi primi giorni dell'anno. Due mesi e cinque giorni. Già… nel 2021 in Italia, Paese “libero”, praticamente c'è stato un femminicidio ogni cinque giorni. Undici femminicidi in quello che ostinatamente continuiamo a considerare il Belpaese, roba di etichetta da Italia del boom economico, anni Sessanta e via andare. Roba da far strabuzzare gli occhi. Nel 2019 furono 111, 81 di questi commessi all’interno del contesto familiare, cioè l’89% del totale. Lo scorso anno furono 91; un omicidio su due, nel nostro Paese, nel 2020 ha riguardato donne. Novanta per cento è stata la percentuale di femminicidi avvenuti in ambito familiare, sempre nel 2020: a uccidere sono stati mariti, fidanzati o ex. E ancora: è del 31,5% la percentuale di donne italiane che ha subìto una qualsiasi forma di violenza fisica o sessuale, ed è di meno del 50% la percentuale del crollo delle denunce di violenze da parte delle donne registrato dal Csm nei mesi del primo lockdown. E qui… possono bastare questi numeri per capire l’inutilità della ricorrenza legata all’otto marzo?

 

 

 






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