ANNO 16 n° 271
Una tre giorni dedicata alla ricerca del benessere giovanile
Viterbo all'avanguardia in Europa per lo studio delle emozioni e la lotta al disagio
27/05/2023 - 04:16

di Giovanni Masotti

VITERBO - Il progetto è ambizioso ed è una sorta di dichiarazione di guerra al sempre più preoccupante fenomeno del disagio giovanile. Una fitta tre giorni di lavoro con la partecipazione di esperti di varia natura per studiare un piano d'attacco ai mali che affliggono soprattutto i nostri figli e i nostri nipoti. Da febbraio Viterbo si è messa alla testa del movimento che pone la cultura dell' empatia come argine contro il deragliare di giovani e giovanissimi da un percorso di vita sano e responsabile per abbracciare degenerazioni come il bullismo e l'uso di sostanze stupefacenti.

L'obiettivo è quello di arrivare a creare una rete nazionale di scuole che punti alla valorizzazione dell' educazione emotiva come antidoto ai mali che insidiano adolescenti e giovani e al vuoto che spesso contraddistingue le loro vite. Da qui la nascita, per volontà del Comune, del Festival nazionale dell'educazione emotiva, che si è aperto, ed è proseguito, tra tante speranze e una curiosità diffusa. Molto positivo è, per esempio, il giudizio sull'iniziativa da parte dello psicoterapeuta Stefano Scatena.

''Ritengo che queste conferenze - sottolinea - siano estremamente importanti e possano avere un impatto positivo sul benessere emotivo delle persone di tutte le età. Troppo spesso non si è consapevoli delle proprie emozioni e non si sa come affrontarle in modo costruttivo. Questo può portare a problemi come l'ansia, la depressione, il conflitto interpersonale e l'incapacità di gestire lo stress. Per questo il lavoro sviluppato dal team viterbese di Ulisse Marianni e Rosanna Schiralli è fondamentale e di valore europeo''.

Ma insomma che cos'è, dottore, questa educazione emotiva? È davvero un percorso virtuoso verso il benessere o rischia di non andare oltre un pur interessante chiacchiericcio ricco solo di buone intenzioni?

''Guardi, le porto subito un esempio. Sapete che la maggior parte dei giovani che vediamo nei nostri studi di psicoterapia stanno male e non sanno nemmeno dare un nome a ciò che provano? Non comprendono, perché non gli è mai stato insegnato, la differenza tra l' essere arrabbiati o tristi, o depressi, o impauriti - spiega Scatena - L' obiettivo dell' educazione emotiva è appunto quello di sviluppare una consapevolezza delle proprie emozioni e di quelle degli altri, nonché di fornire strumenti pratici per gestirle in modo positivo. Solo questo tipo di educazione può aiutare le persone a migliorare la comunicazione, le relazioni interpersonali, la resilienza e il benessere emotivo complessivo. Il lavoro dei colleghi di Viterbo ha nel nostro ambito valore nazionale, dovremmo essere orgogliosi di questo contributo recato alla psicologia europea. Bisogna proseguire con convinzione su questa strada''.






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