ANNO 16 n° 272
''Una sola doccia e 2 bagni in comune per i pazienti psichiatrici''
Reparto Spdc trasferito da Belcolle a Tarquinia, Perazzoni (Nursing Up) scrive a Nas e Regione: ''Locali non adatti''
28/11/2020 - 06:49

VITERBO - La nuova sede di Psichiatria non è adeguata ad accogliere i pazienti: è quanto afferma Filippo Mario Perazzoni, segretario provinciale del sindacato Nursing Up, in una lettera inviata a Regione a carabinieri del Nas, a seguito del trasferimento del reparto Spdc da Belcolle all'ospedale di Tarquinia.

''Dopo aver manifestato ed esposto le nostre ragioni contro il trasferimento del reparto Spdc avvenuto nel silenzio rituale della Consulta psichiatrica – scrive Perazzoni - siamo costretti a tornare sull’argomento per cercare di mitigare le conseguenze catastrofiche di una simile scelta. Ci sono giunte numerose segnalazioni da quasi tutti i dipendenti del Servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) che giriamo alla direzione Asl con preghiera di volerle affrontare e risolverle al più presto''.

''Partiamo dalle carenze strutturali dei nuovi locali che dispongono di una sola doccia funzionante (risultante in data 25 pure guasta) per tutti i pazienti e di due bagni in comune mentre tutte le stanze di degenza (solo 3 per 6 posti letto) sono senza il bagno (roba da terzo mondo). C’è una sola stanza destinata ai sospetti Covid il cui utilizzo richiede la condivisione degli spazi con i pazienti non Covid. In alternativa è possibile (si fa per dire) negare ai pazienti sospetti positivi l’uso dei servizi igienici, della doccia, del corridoio, del refettorio e della stanza ricreativa. Continua a mancare uno spazio aperto da utilizzare come valvola di sfogo per pazienti che già si trovano costretti in spazi limitati. In caso di urgenza, la struttura si trova a 50 chilometri dalla rianimazione e dai servizi essenziali (in contrasto con le normative regionali dove si evidenzia che il Spdc è collocato in un polo ospedaliero Dea). Una situazione che non consente chiaramente una corretta gestione dell’assistenza al paziente psichiatrico, oppure in alternativa, non garantisce la sicurezza clinica e del lavoro''.

Continua Perazzoni: ''In tutto ciò, a parte il silenzio della Consulta, quello che ci indigna di più è la mancanza di programmazione e di attitudine di imparare dagli errori, manifestata da questa direzione aziendale. Quanto sta accadendo è stato ampiamente anticipato da tutti (telegiornali, esperti virologi ed esperti del bar dello sport), c’è stato tutto il tempo per intervenire con progetti che avrebbero potuto garantire una soluzione adeguata per una Psichiatria in sofferenza da anni per mancanza di spazi, di posti letto (l’atto aziendale ne prevedeva il doppio di quelli attuali), per carenze strutturali e di organico. In questi anni la Asl ha ricevuto anche finanziamenti e proposte da parte di chi vive in prima persona tali difficoltà . Nessuna risposta dalla direzione strategica (?!) che ,dopo aver lasciato passare mesi preziosi, si è attivata con provvedimenti divenuti urgenti per mancanza di iniziativa. Per fare un altro esempio, gli ospedali di Montefiascone, Ronciglione e Acquapendente sono strutture idonee ad essere riconvertite rapidamente ed invece, al grido di allarme si è corsi ad attivare una convenzione per i pazienti di medicina con una clinica privata, un Covid hotel o una convenzione con alcune cooperative per la fornitura di personale Oss ad un costo più alto di quello di un Oss assunto direttamente. Quest’ultimo aspetto che comporta sicuramente uno sperpero di danaro pubblico, oltre che il demansionamento degli infermieri costretti a svolgere le attività destinate agli Oss. Per fortuna la Asl si è dotata anche del disaster manager''.






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