


VITERBO – Il 17 febbraio è stata la giornata nazionale del gatto ed è un ottimo punto di partenza per guardare non solo quei bei gatti che, soddisfatti, riempiono di pelo i nostri salotti e quelli dei nostri amici, ma anche per dare luce ad una situazione che difficilmente cade sotto i riflettori: le colonie gli sforzi delle volontarie dell’associazione Bastet.
“Le colonie sono aggregati di gatti che si trovano su un territorio libero – definisce la volontaria S.G. – nelle città ce ne sono tantissime. Vengono autorizzate e controllate dall’Asl e si individua un responsabile, ovvero una persona che ha dimestichezza con questi gatti e che andrà a farsi carico della cura e della tutela dei vari soggetti. La Asl, oltre al riconoscimento e all’appoggio per le cure basilari, garantisce anche la sterilizzazione dei felini.
E’ possibile adottare i gatti di una colonia sia cuccioli che adulti, quest’ultimi solo nel caso in cui non possono stare più all’interno della colonia stessa – continua S.G. – adottare un adulto è un gesto meraviglioso. Si conosce già il carattere e le abitudini dell’animale, quindi il futuro padrone può sceglierlo direttamente in base alle proprie esigenze, mentre il carattere del cucciolo è un’incognita ed è molto difficile educare un gatto. L’unica sorpresa che dona l’adozione di un gatto adulto consiste nel suo grandissimo amore.”
Le volontarie dell’associazione Bastet gestiscono più di 500 gatti. E’ una situazione che affrontano volentieri e con un grande cuore, ma il limite sta per essere raggiunto. Gli animali necessitano di cibo, di sterilizzazione sia per i maschi che per le femmine, alcuni anche di cure mediche e, purtroppo, i fondi scarseggiano.
“La cultura della sterilizzazione degli animali non è diffusa – spiegano le volontarie – molte persone non sterilizzano i gatti e quando le femmine partoriscono portano da noi i cuccioli oppure li abbandonano o anche peggio; a volte capita che li buttano nel secchio come se fossero spazzatura”. In aggiunta la volontaria S.G. spiega che la sterilizzazione è obbligatoria nelle colonie per fermare il fenomeno del randagismo, per evitare l’insorgenza di tumori e blocca la trasmissione di malattie come la FIV, una malattia virale che causa immunodeficienza come l’AIDS umana, e la FELV che causa leucemia nei gatti.
“La mia situazione è critica – spiega C.M. – gestisco un’ottantina di gatti e non so come andare avanti. Inizialmente ho preso casa in campagna perché mi piace avere degli animali e ho cominciato ad offrire un servizio pensione per i nostri amici a quattro zampe, sia cani che gatti; ma spesso le persone mi lasciavano l’animale e non se lo venivano più a prendere. E’ capitato anche che mi abbandonavano gattini piccoli davanti alla porta di casa e io li ho accolti, non potevo lasciarli morire di fame. Ora sono in estrema difficoltà perché non lavoro e non so come potrò riuscire a gestire me stessa e tutti questi animali.”
Una colonia felina che diventando famosa nel territorio di Viterbo è la colonia di Civita di Bagnoregio. Il borgo è uno dei più suggestivi e più belli d’Italia, non a caso è stata candidata all’UNESCO, ma la ciliegina sulla torta sono i gatti. Gli animali, che contandoli superano il numero degli abitanti umani, passeggiano insieme ai turisti e, nonostante i gatti di una colonia possano essere considerati selvatici, alcuni di loro cercano la mano affettuosa dei passanti.
“Stavamo valutando di rendere la colonia un’ulteriore attrazione turistica per la città creando una sorta di santuario dei gatti – spiega S.G – ma la decisione deve essere presa insieme ai cittadini, deve essere un piacere nonché un valore aggiunto al borgo e aumentarne la sua magia, non un disturbo. La colonia è vasta ed è composta da quaranta gatti che aggiungono ulteriore bellezza al posto a tal punto da inspirare anche racconti.
Alcuni gatti però – continua S.G. – non possono stare nella colonia perché stanno affrontando un percorso medico e abbiamo difficoltà a trovare persone che possono prendere dei gatti in stallo per il periodo della degenza. Attualmente i gatti in queste condizioni sono sei e sono in stallo da tre persone differenti.”
Le colonie di tutte le città della provincia di Viterbo necessitano di volontari e principalmente di fondi per garantire il mantenimento degli animali e le consistenti spese mediche che alcuni poveretti stanno affrontando in diverse zone. “Ogni tanto facciamo delle raccolte fondi per i gatti della colonia di Civita – indica S.G. – attraverso la nostra pagina Facebook chiamata I gatti di Civita. La maggior parte di loro sono anziani e alcuni dei nostri animali hanno un carcinoma che devono debellare il prima possibile; queste cure sono molto costose.”