


VITERBO - (A.S.) Mentre Talete informa di aver avviato una ricerca di mercato finalizzata all’individuazione di un partner per ottenere un finanziamento di 15 milioni di euro destinato ad anticipare una parte degli otto finanziamenti pubblici già concessi all'Egato Lazio Nord Viterbo in favore dell'ente, accelerando, così, la realizzazione di alcuni progetti infrastrutturali, il comitato Non ce la beviamo lancia una petizione su Change.org per opporsi all'ipotesi di ingresso di soggetti privati in Talete a favore di un intervento pubblico a più livelli per ripristinare la conformità delle acque ai valori di legge.
La petizione, che in pochi giorni ha già ottenuto centinaia di firme, ha tra i suoi destinatari il ministro dell'ambiente Pichetto Fratin, di Orazio Schillaci, ministro della salute; Stefano Besseghini, presidente di Arera; Francesco Rocca, presidente della regione Lazio; Fabrizio Ghera, tutela del territorio regione Lazio; Elena Palazzo, ambiente e sostenibilità; Manuela Rinaldi, infrastrutture regione Lazio, Marco Casini, segretario dell'autorità di bacino distrettuale dell'appennino centrale e Alessandro Romoli, presidente Ato1 insieme a tutti i sindaci.
'La corte di giustizia europea - si legge nella motivazione - con sentenza del 7 settembre 2023, ha condannato l'Italia per il mancato rispetto dei parametri di arsenico e fluoruri nelle acque di diversi Comuni della provincia di Viterbo violando la Direttiva 98/83/CE.
Oltre ai Comuni elencati nella sentenza, molti altri comuni della Tuscia si trovano frequentemente a superare i parametri di legge.
Trattandosi di problema di inquinamento ambientale e soprattutto di salute pubblica per tutto il territorio della Tuscia, occorre procedere con urgenza attraverso interventi che coinvolgano Stato e Regione e che prevedano il contributo della fiscalità generale, in quanto la situazione non può gravare solo sui cittadini che vivono il territorio interessato.
Talete Spa, che gestisce il servizio idrico della Tuscia, sta dimostrando di non essere all'altezza di soddisfare le esigenze dei cittadini, nonostante i notevoli ripetuti aumenti tariffari degli ultimi anni. Inoltre , in questa fase, è stata espressa la volontà di far entrare un socio privato nella gestione dell'acqua. Noi restiamo fermamente contrari all'ingresso di soggetti privati in Talete e riteniamo invece indispensabile l'intervento pubblico a tutti i livelli affinché, a tutela della salute, si ripristini con urgenza la conformità delle acque ai valori di legge senza ricorrere ad investitori privati, nel rispetto dell'esito referendario del 2011'.