

VITERBO - Sono passati solo pochi giorni da quando siamo scesi in piazza a manifestare per la violenta aggressione ai danni di un agente del Corpo di Polizia penitenziaria, ed ora apprendiamo l’ennesima violenza nei confronti di un altro agente.

Ieri pomeriggio un detenuto di origine italiana ha sequestrato il poliziotto addetto alla vigilanza della sezione detentiva afferrandolo al collo da dietro e minacciandolo con un punteruolo puntato alla gola. Solo il tempestivo intervento di altri agenti soccorsi in aiuto al collega sono riusciti ad evitare il peggio, in una situazione che poteva veramente portare a conseguenze drammatiche. Sono ancora in corso le indagini per capire il folle gesto messo in atto dal detenuto.
Sempre nella serata un detenuto ha tentato il suicidio impiccandosi nella sua cella. Solo il tempestivo intervento degli agenti di polizia penitenziaria ha evitato il peggio. Si tratta del secondo tentativo di suicidio, sventato nell’arco di una settimana grazie all’abnegazione del personale di polizia penitenziaria ridotto all’osso.
Anche alla luce di questi episodi, chiediamo alla direzione e al comando cosa intendano fare per fronteggiare questa escalation di eventi che non accenna ad arrestarsi. Paradossalmente sembra quasi che, alla luce della carenza di organico, si registri un aumento di tali eventi critici.
La situazione del nostro istituto oramai è fuori controllo e non si fermano i trasferimenti per ordine e sicurezza dei detenuti problematici provenienti dagli altri istituti del distretto regionale. Oramai il personale ridotto all’osso è sottoposto ad uno stress insostenibile e lavorare con questa pressione non è più possibile.
Si lavora in una vera e propria trincea con le aggressione quotidianamente dietro l’angolo e con numeri di personale sotto i livelli minimi di sicurezza, quotidianamente capita che gli agenti sono costretti a fermarsi in servizio per 12 ore continuative e spesso con più posti di servizio da ricoprire.
Gli uffici superiori si ostinano ancora a non prendere provvedimenti adeguati alle continue aggressioni nei confronti degli agenti che rimangono lasciati soli senza nessun strumento di protezione, alla mercé della violenza dei detenuti più pericolosi.
Continuiamo a battere i pugni sulla difesa degli agenti e alla oramai drammatica carenza organica alla quale i superiori uffici ci hanno lasciato e abbandonato, considerando che stiamo parlando di un istituto penitenziario di 1°livello e per questochiediamo il ripristino dei livelli minimi di sicurezza e il rallentamento dei trasferimenti per ordine e sicurezza e dei detenuti con problemi psichiatrici.
I sindacati firmatari si riservano di mettere in atto ogni forma di protesta e sono disposti a tornare, quanto prima, in piazza.
Sappe(Luca Floris)
Sinappe (Felice Maffettone)
Uspp (Mauro Bernabucci)
Cigl(Ciro di Domenico)