

VITERBO – E per fortuna che non esistono soltanto le liste nere, ma anche quelle bianche. Come la White list delle imprese, decisa dal Governo lo scorso agosto e istituita adesso da tutte le Prefetture, compresa naturalmente quella di Viterbo. Di cosa si tratta? Semplice: la white list è un elenco di operatori economici non soggetti a rischio di infiltrazione mafiosa. Vi si possono iscrivere volontariamente tutte aziende che hanno sede legale nella provincia e che operano in determinati settori come “trasporto di materiali in discarica per conto terzi, del trasporto e smaltimento di rifiuti sempre per conto terzi, dell’estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti, del confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e bitume, dei noli a freddo di macchinari, dei noli a caldo, della fornitura di ferro lavorato, dell’autotrasporto per conto terzi e della guardiania di cantieri”, come spiega la stessa Prefettura in una nota. L’iscrizione nella White list è aperta anche alle imprese “straniere”, cioè prive di una sede secondaria con rappresentanza stabile in Italia. Prima la lista era esclusiva di alcuni territorio particolarmente sensibili per varie ragioni al rischio di infiltrazione mafiosa, tipo l'Abruzzo (dopo il terremoto dell'Aquila) o Milano, in vista dell'Expo del 2015: adesso il Governo ha deciso di estenderla a tutta Italia.
Le aziende interessate possono presentare la domanda per l'iscrizione attraverso la posta eletronica certificata, scrivendo all'indirizzo protocollo.prefvt@pec.interno.it, o anche con raccomandata postale. Le autorità provvederanno poi alla verifica dei requisiti, ed eventualmente daranno l'okay all'iscrizione per il periodo di 12 mesi. L'iscrizione alla White list darà anche dei vantaggi a livello di tempo e di burocrazia, anche perché equivale al rilascio dell'informazione antimafia.