



VITERBO - L'amore, spesso tradito, che continua a lottare contro il tempo e il destino. E' questo il tema intorno al quale ruota 'Il gioco del buio' l'ultimo libro di Alessandra Mussolini, edito da Minerva, presentato ieri sera a Ombre festival. Questo libro, a tratti crudo e amaro, offre un racconto intimo e personale, narrato attraverso gli occhi di una bambina, dei difficili rapporti familiari tra le figure più importanti della sua vita. La narrazione alterna alti e bassi, dipingendo il vissuto di due famiglie opposte ma entrambe caratterizzate da figure femminili pronte a riscattarsi.
A margine della presentazione una inedita Alessandra Mussolini, prima forte, concreta, in parte anche pungente e sicura di se, caratteristiche che contraddistinguono il suo personaggio pubblico, e una più intima che rivela le paure e le insicurezze di una madre che si preoccupa dei suoi figli.
Quale rapporto ha avuto con i suoi genitori? Cosa le hanno lasciato?
''Da mio padre ho ereditato l'ironia e l'autoironia, e la capacità di essere sferzante nelle battute. Mia madre, invece, è una donna molto concreta che ha sempre mantenuto i rapporti familiari, nonostante fossero spesso molto difficili''.
Qual è la sua caratteristica distintiva come madre?
''Come madre, sono molto ansiosa. Ho un figlio che gioca nella serie C del Pescara e una figlia che vive a Londra, e sono costantemente in apprensione. Con tutto quello che succede oggi, è inevitabile preoccuparsi''.
Lei è presente nel suo libro?
''Nel mio libro, io non c'entro niente, non esisto. Esiste tutto ciò che è stata la mia famiglia e i loro rapporti. Io non sono presente, tant'è che il libro termina quando avevo 12 anni. Dovremmo essere più concreti e di cuore, accettando che le cose accadono indipendentemente da noi, diventando un po' più fatalisti''.