



VITERBO - Crescere con una festività patronale nel cuore è un tratto costituente delle situazioni a noi limitrofe, ma quando si instaura un gemellaggio ufficiale tra i facchini di Santa Rosa e una realtà che li accoglie, nulla passa inosservato intorno alla condivisione: è questa la parola d’ordine della processione per Santa Maria Assunta, la celebrazione più attesa dai capenati. L’Incontro – questo il nome con cui la festa è ricordata dai locali – si svolge nella notte tra il 14 e il 15 agosto.
A testimoniare la profonda riconoscenza reciproca tra i facchini di Santa Rosa e gli incollatori di Santa Maria Assunta è tutta la confraternita di questi ultimi, con Franco Barbetti come presidente. I loro sentimenti verso il rapporto consolidato con Viterbo sono pregni di sincerità, per un gemellaggio celebrato a marzo con una particolare polentata di buon auspicio, dopo due anni di pausa per la festività a causa del Covid-19.

Quest’anno alla processione per l’Assunta saranno presenti 5 facchini di ruolo e 4 del direttivo, capitanati da Sandro Rossi. La novità rispetto all’anno scorso è in una semplice richiesta, d’impatto però per l’occhio e per il cuore: la delegazione rappresentativa di Santa Rosa sfilerà in abiti da cerimonia. Un momento di ritrovata gioia collettiva pervaderà le vie di Capena, in nome della devozione alla santa dei suoi abitanti e del grande rispetto per la dedizione dei facchini.
Il gemellaggio è stato indetto il 22 marzo 2024 e ha visto l’impegno degli incollatori di Capena nella partecipazione ai festeggiamenti il 2 settembre. Per quest’anno invece l’obiettivo è anche quello di prendere parte al trasporto e ciò non avverrà in solitaria: sarà portato avanti con altre confraternite, tra cui quella di Santa Maria Liberatrice di Vasanello.
Lo svolgimento della manifestazione vede una corsa, in cui vengono fatte incontrare le immagini di Gesù con quelle della Madonna. Queste sono trasportate all’interno di baldacchini processionali in legno dorato, costruiti da Giacomo Clementi nella prima metà dell’Ottocento.
La festa dell’Assunzione di Maria sarebbe arrivata in Occidente con una lunga trafila di esperienze: sembra che sia stata introdotta a Roma dall’Oriente, in cui veniva celebrata con il nome di Dormizione. L’attestazione della celebrazione del culto tra il 14 e il 15 agosto viene dal pontificato di Leone IV: in questo rito era trasportata l’immagine del Santissimo Salvatore Acheropita – il significato è “non dipinta da mano umana” – nella chiesa di Sant’Adriano al Foro e poi verso Santa Maria Maggiore. Era questo il punto in cui aveva luogo l’incontro dell’Acheropita con l’icona mariana della Salus Populi Romani.
Proprio dal culto dell’Acheropita deriva la diffusione di dipinti raffigurati Gesù nella nostra regione: a Capena potrebbe essere arrivata in questo periodo la rappresentazione del Santissimo Salvatore in trono, realizzata da Antonio da Viterbo. Nella Capena di oggi, in passato denominata Leprignano, il rito prende piede la sera del 13 agosto, quando il Santissimo Salvatore è trasportato dagli incollatori nell’androne di Palazzo dei Monaci. Il cuore della festività, però, è nel 14 agosto, giorno in cui due cortei partono dai due estremi del paese: il Salvatore è affidato agli incollatori di Palazzo dei Monaci, mentre a farsi carico della Madonna delle Grazie è un gruppo che inizia il suo percorso dalla chiesa omonima.
Fondamentale è per i fratelli incollatori il Patto del Bilancino: in questo momento, facchini e incollatori si esortano reciprocamente a ripetere lo sforzo compiuto per il proprio trasporto anche alla festa patronale degli altri. Un amore viscerale per le tradizioni cattoliche lega Capena e Viterbo in una relazione indissolubile, che disegna una storia di rispetto vicendevole: ancora una volta la nostra Tuscia si rende un esempio di fraternità e promozione culturale.
