ANNO 16 n° 274
Una crisi seconda solo all’era del crak-Lehman Brothers
Le flessioni maggiori si sono riscontrate nel comparto del tessile
10/02/2021 - 16:22

Di Massimiliano Morelli

 

VITERBO - Risvolti economici inevitabili nell’era del covid e del lockdown: neanche la crisi del manufatturiero datata 2009 fu grave come quella vissuta negli ultimi mesi, basti considerare che il 2020 si è chiuso con un crollo dell’11,4% della produzione industriale rispetto al 2019. A leggere i dati ci si rende conto che si tratta del secondo peggior risultato dal 1990 a oggi, secondo momento-no dell’economia – appunto – solo al cospetto dell’era della caduta registrata dopo il crack Lehman Brothers. Secondo l’Istat il calo è esteso a tutti i principali raggruppamenti di industrie e, nel caso dei beni di consumo, è la più ampia crisi mai registrata. In una nota dell’Istituto di statistica si legge che “il progressivo recupero, dopo il crollo di marzo e aprile, ha subito una battuta d’arresto nei mesi recenti, impedendo il ritorno ai livelli produttivi precedenti l’emergenza sanitaria”.

Per la cronaca resiste solo la produzionealimentare, che segna una flessione di “appena” il 2,5% rispetto agli altri, secondo un’analisi realizzata dalla Coldiretti sempre sulla base dei dati Istat. Le flessioni maggiori si sono verificate nel comparto del tessile, in quello dell’abbigliamento e nella fabbricazione di prodotti petroliferi raffinati.






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