

VITERBO - (S.C.) E’ stato firmato oggi nelle aule del rettorato a Santa Maria in Gradi il protocollo d’intesa tra l’università degli studi della Tuscia e la procura di Viterbo per svolgere gli accertamenti chimico tossicologici sulle sostanze stupefacenti presso i laboratori del dipartimento di scienze ecologiche e biologiche.
''La nostra università porta avanti da tempo una politica di collaborazione e partnership con altri enti, ma questo protocollo ci permetterà di creare indubbi vantaggi per tutti'' ha specificato il rettore Ruggieri. Attualmente infatti, per svolgere accertamenti chimico tossicologici sulle sostanze rinvenute durante le indagini, la Procura doveva avvalersi delle strutture e del personale del Ris e della polizia scientifica di Roma. Tutto questo creando rallentamenti e problemi al tribunale di Viterbo, come ha spiegato Paolo Auriemma.
''Nel momento in cui c’è un sequestro di stupefacenti, le sostanze vengono analizzata con il narco test e successivamente avviene l’accertamento di massima sulla possibile quantità - spiega il procuratore -. Ma in questa maniera il giudice si trova davanti uno studio sulla sostanza che è praticamente allo stato preliminare, e così per avere approfondimenti è necessario rinviare il giudizio e attendere l’esito delle analisi . Da oggi però, entro 48 ore avremo tutta la valutazione della sostanza: sia la natura, la qualità e la quantità. Questo permetterà al giudice di non dover rimandare il giudizio ed avere la certezza di poter contare in termini brevissimi su risalti esatti del materiale sequestrato. L’università ci sta dando prove che incidono sull’esito finale dell’arresto e ci sta permettendo di svolgere indagini più approfondite e più rapide''.
Prima della firma sul protocollo, la parola è passata al professor Giorgio Prantera, direttore del dipartimento D.E.B., dove si svolgeranno gli accertamenti sulle sostanze stupefacenti. ''Sono stato molto contento di essere il promotore di questa iniziativa - osserva il professore - È un lavoro molto importante e di grandi responsabilità, il compito più grande spetta ovviamente alle dottoresse del laboratorio di biologia molecolare che si occuperanno di analizzare gli stupefacenti. È una bella prova, ma penso che l’università potrà dare una grande mano e un grande supporto al lavoro della procura. Tutto questo è possibile grazie al lavoro svolto dall’università in questi anni: investimenti in attrezzature moderne ed efficienti, e soprattutto personale qualificato e all’altezza dei compiti richiesti. In questa maniera non sarà più necessario inviare i materiali a Roma e non bisognerà più affidare le sostanze a privati con notevoli esborsi economici''.