ANNO 16 n° 273
Un viterbese a
Bruxelles, con la matita
Pastori, illustratore nella capitale belga, ieri ha reagito disegnando agli attacchi terroristici
23/03/2016 - 02:01

di Andrea Arena

VITERBO – Un viterbese a Bruxelles, ma con una matita in mano. Nella capitale belga sotto attacco terroristico (34 morti accertati finora) ieri c’erano diversi concittadini: soprattutto studenti. In un modo o nell’altro, si è accertato che non siano stati coinvolti negli attentanti, né in quello dell’aeroporto né nell’altro nella metropolitana. Meglio così. A Viterbo, tra telefonate e la funzione Safe di Facebook (che avverte automaticamente se una persona è al sicuro durante un evento tragico o una catastrofe) si è immediatamente tirato un sospiro di sollievo per i propri cari.

Ma c’è una piccola grande storia che riguarda un ragazzo viterbese, il 36enne Alessandro Pastori, che vale la pena riportare. Perché è una storia di ansia e di creatività, di emozioni (non necessariamente positive) e di forme d’espressione. Con una premessa: Alessandro sta bene, non è stato toccato – almeno non fisicamente – dagli attacchi, benché viva a due passi dal Parlamento europeo.

Pastori in arte si chiama Alo, e l’arte ha un ruolo importante in questa storia. Ha sempre disegnato, sin da giovanissimo, ha anche esposto i suoi disegni in diversi locali nel capoluogo, e ha un buon pubblico di estimatori. Da qualche anno lavora proprio nella capitale del Belgio, dove fa l’illustratore di libri per bambini per la casa editrice americana Ustound.

Ieri mattina, mentre degli uomini si facevano esplodere in un aeroporto, mentre altre bombe esplodevano sotto terra nel centro della città, Alessandro Alo avvertiva ''un grande senso d’impotenza''. E allora ha preso gli strumenti di lavoro e si è messo a disegnare. Il senso d’impotenza di cui sopra è raffigurato in un autoritratto stilizzato di Alo in piedi, tra le bombe che piovono dal cielo. E che potrebbero colpire ovunque, e chiunque. Il secondo disegno magari ha un taglio più pessimista: la bomba col tricolore della bandiera belga, il teschio sul pavimento di una stanza spoglia, lo zaino appoggiato al muro: il covo di un terrorista? La base di quei foreign fighters che, pur belgi di nascita, si sono addestrati all’estero e sono tornati in patria per uccidere e per uccidersi? O soltanto una rappresentazione del male oscuro di questi tempi?

Di certo, altri illustratori e disegnatori in queste ore hanno cercato di esprimere i loro sentimenti attraverso la loro arte. Testimonianze dell’Europa di un’epoca, la nostra epoca.

E in serata, lo stesso Alo ha postato su Facebook la disponobilità ad ospitare eventuali sfollati o persone in difficoltà a casa sua, aderendo alla catena di solidarietà che si è messa in moto nelle ore immediatamente successive agli attentati.

(Si ringrazia Alessandro Pastori per aver concesso i disegni)






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