ANNO 16 n° 273
Un tavolo per il monitoraggio di vecchie e nuove schiavitł
Approvata dal Consiglio comunale la proposta di Luisa Ciambella (Pd). ''E attenzione al confine tra volontariato e lavoro''
05/02/2020 - 06:46

VITERBO - Un monitoraggio sui fenomeni di sfruttamento del lavoro che avvengono in città, da quelle, per così dire, più tradizionali, legate per esempio al lavoro bracciantile, a quelle che si sono sviluppate in tempi recenti col nascere di nuove servizi all’interno dei tessuti urbani, come food delivery e simili che lentamente iniziano a fare capolino anche da noi.

E’ questa la proposta del capogruppo del Pd Luisa Ciambella approvata ieri all’unanimità dal consiglio comunale. Una iniziativa nata dopo l’aggressione subita a Castel d’Asso da un gruppo di sindacalisti e da un giornalista durante un presidio per informare chi lavora nei campi dei propri diritti. L’ordine del giorno impegna il sindaco a promuovere presso la Prefettura l’istituzione di un tavolo tecnico con tutti i soggetti che hanno voce in capitolo - dai sindacati alle associazioni di categoria, dall’ispettorato del lavoro alla Asl - per avere un quadro della situazione. Iniziativa che ha incassato anche il placet dei sindacati confederali che in mattinata hanno diramato un comunicato per incoraggiare il Comune a continuare su questa strada.

Ciambella ha chiesto anche un impegno diretto da parte del Comune: ''Che si smetta di utilizzare chi svolge attività volontaria, per esempio nel settore degli eventi, per lavoro e sotto le forme più creative, offrendo servizi e funzioni. Ciò, ovviamente, senza mettere in discussione il volontariato sano che le associazioni presenti in città ci offrono, compensando le mancanze delle istituzioni''. ''Non è giusto però – ha proseguito – che in alcuni casi il volontariato si trasformi in una forma di integrazione a un reddito economico già esistente o a una pensione. I motivi sono due: la prima è che ci sono soggetti economici che offrono gli stessi determinati servizi di chi li propone a titolo gratuito, pagando però le tasse; la seconda, è la mancanza di rispetto per chi cerca ancora lavoro, pur avendo fatto un percorso importante ed essendosi specializzato''.

Tornando all'ordine del giorno, Ciambella ha aggiunto: ''I fatti di Castel d’Asso ci impongono la possibilità di una discussione compiuta su ogni forma di sfruttamento del lavoro, fenomeni da cui purtroppo la nostra provincia non è esente”. Da qui, la proposta di ''aprire un osservatorio su quello che sta accadendo nelle nostre campagne ma anche negli altri luoghi di lavoro, senza sparare nel mucchio''.






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