


Fruittella, caramelle e snack dolci - Guarda qui lo spot: https://www.youtube.com/watch?v=mKHVbQRrcMk

VITERBO - Un bambino è nella serenità della sua casa, avvolto – anche se indirettamente – dalla guida irrinunciabile della mamma. È il primo scorcio che si palesa nello spot degli snack Fruittella, marchio di proprietà di Perfetti Van Melle e faro nella distribuzione di caramelle.
Lei, unico genitore ad affacciarsi nel girato, esaudisce con tenerezza le richieste del piccino: è pronta a sorprenderlo e avverare i suoi dolci sogni, in capo a input semplici ma speciali.
Una mamma, quindi, decisamente atipica, posta di fronte a un desiderio singolare per i nostri giorni: quello, da parte del figlio, di trascorrere insieme del tempo. Qualcosa di già magico e auspicabile per suo conto, figuriamoci se fosse arricchito da giochi divertenti e sane amicizie!
Il toccasana d’affetto continua, e il bimbo esplora una festa in maschera, il parkour e un calcetto amatoriale: verrebbe da dire, assodata la profondità dell’amore materno, che sappia sbaragliare ogni confine di sorta, compreso il vincolo generazionale. La scena di rottura, però, rappresenta il genitore nell’offerta degli snack dolci: certo, eliminare una simile premura o ricalcare situazioni ben più realistiche – l’informazione, ad esempio, sulla proposta dei dolcetti, da riportare alle famiglie degli altri bimbi – avrebbe potuto trasformarsi in autogol.
L’ambientazione di scenario e la morale dello spot, in ogni modo, descrivono un amore che non conosce imbarazzo, limiti, scansioni orarie e stanchezza. I gesti gentili sono vicendevoli: è il bimbo, nell’ultima scena, a chiedere alla mamma assopita se sia felice, ma tutto ciò rischia di cozzare con la scelta di un payoff peculiare. Quest’ultimo, “Il potere di un Sì”, pare standardizzare e ricondurre la poesia delle immagini, una miniera di intense suggestioni, a circostanze risolvibili da tutti e con risposte sempre affermative.
La mamma non afferma, né impone: accompagna, ed è per questo essenziale e insostituibile il suo supporto. L’unicità della sua figura e la sua solidità, nonostante le premesse positive e il coinvolgimento di ciascun protagonista nelle emozioni dell’altro, fanno fatica a rimanere centrali a payoff esibito: è vero, la caramella è speciale perché è la mamma a porgerla al bimbo, ma il jolly del sì può fungere da sfizio anche se si acquistano i dolcetti per sé stessi.
Di certo, prevedere o programmare con esattezza il soggetto dell’acquisto, nonché il destinatario, rischia di indirizzare il prodotto a una gamma finita, né è possibile accusare l’”autoregalo” di sfrontato egoismo: concedere abituali gratificazioni alla propria persona, soprattutto se immateriali, è un caposaldo del vivere in salute, da non liquidare come velleitario.
Il tema iniziale del progetto, tuttavia, sembra essere il legame speciale, in tutte le straordinarie sfumature di sentimento che ogni mamma tributa ai suoi figli. Piazzare una caramella in un momento difficile, dunque, non ha lo stesso valore aggregante che servirsela per noia sul divano, dicendo, in tal caso, di sì più alla brama di un piccolo rinforzo che alla gioia di vivere attività quotidiane.
Un rinforzo di cui accontentarsi alla svelta, anziché un piacevole regalo per noi stessi o una gradita sorpresa di chi ci affianca: né un’occasionale caramella da godersi, né qualsiasi altro gesto delicato devono diventarlo.
Intanto, tutto il visibile entusiasmo di Fruittella è concentrato in un bambino che ancora crede nel tempo libero: padre della noia, ingiustamente demonizzata, e figlio del dovere, il “dolce far niente” è prodigo di soluzioni che dovremmo ascoltare più spesso. Quella del contatto con chi ci vuole bene, ad esempio, è un jolly intramontabile, e vale – ci arrischiamo a dirlo – più di ogni “sì” che ci viene concesso.