ANNO 16 n° 273
Un sabato sulla Palanzana
a caccia di rifiuti
Una rimpatriata tra vecchi amici si trasforma in un'azione utile
17/11/2015 - 09:30

Dal nostro lettore Evaldo Cipolloni riceviamo e pubblichiamo il resoconto di un sabato particolare di ''ascesa alla Palanzana'':

La scusa era quella di una rimpatriata tra vecchi amici, quelli del “gruppo del Trogolo”, una delle tante comitive di adolescenti che negli anni ’80 ‘pascolavano’ per le vie viterbesi, quando – grazie al cielo – non esistevano WhatsApp e Facebook.

Unire l’utile al dilettevole per mezzo di una camminata ecologica sulla Palanzana, questa l’iniziativa del ben conosciuto dottor Luca Laurenti, ematologo al Gemelli di Roma, ma viterbese e ‘'trogolano'’ doc. Il gruppo, cinque persone in tutto, è partito dal parcheggio del centro commerciale Murialdo sabato scorso alle 14, proseguendo poi per via della Palanzana prima di prendere il sentiero che passa a fianco del Monastero dei Cappuccini. Qui “la spedizione” ha raccolto due zaini di immondizia varia, soprattutto brandelli di teli da imballaggio, sacchetti e fazzoletti di carta e diverse bottiglie di plastica. Una bonifica più approfondita sarebbe comunque opportuna in quanto quel tratto iniziale del sentiero è cosparso di materiale edile di risulta. A tal proposito, a dir poco indecoroso è lo stato in cui è stata vista la mini isola ecologia – affatto ecologica - per la raccolta rifiuti non differenziata ubicata nel bivio tra strada della Palanzana e strada Respoglio: cassonetti traboccanti di sacchi di immondizia e una gran quantità di lerciume di ogni genere ingombrava parte della sede stradale. Sembra chiaro che quel sito non è usato solo dagli abitanti della zona, ma anche da molti altri concittadini ai quali pesa troppo l’impegno di differenziare il proprio pattume.

Il dottor Laurenti, abituato a ben altre altezze avendo scalato le vette più alte dell’Africa e alcuni “seimila” himalayani oltre naturalmente al Monte Bianco, Cervino e Monte Rosa, ha poi guidato verso la nuova croce sulla sommità del ben più modesto monte viterbese i suoi diversamente giovani amici, meno avvezzi ai sentieri di montagna. Per un paio di loro si trattava della prima volta su quella splendida terrazza naturale; per costoro la formula del ‘battesimo’ usata dal simpatico medico è stata: adesso che sei arrivato quassù puoi considerarti un vero viterbese. Tredici chilometri in poco meno di tre ore, qualche chilo di immondizia portata via e la promessa di tornare in primavera coi sacchi a pelo per godere anche di notte di uno dei tanti posti magici e incantevoli del paesaggio viterbese. Con la speranza di non dover più raccogliere rifiuti.






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