ANNO 16 n° 183
Un protocollo per tutelare i lavoratori contro il caldo estremo nelle fabbriche della ceramica
Sindacati, Asl e associazioni datoriali: 'Previsti interventi mirati per il benessere dei ceramisti contro stress termico'
02/07/2026 - 00:20

Vaccarotti, Mastrogiovanni, Brunelli

CIVITA CASTELLANA - (A.S.) Proteggere la salute dei lavoratori dagli effetti delle temperature estreme con misure concrete, scientificamente fondate e costruite sulle reali condizioni produttive del territorio. È con questo obiettivo che Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno aperto un tavolo con Asl, Confindustria Ceramica Viterbo e Federlazio per arrivare in tempi rapidi alla sottoscrizione di un protocollo territoriale dedicato alla prevenzione dello stress termico.

L'obiettivo è trasformare in interventi pratici il Protocollo nazionale sul rischio climatico sottoscritto il 2 luglio 2025, adattandolo alle caratteristiche di uno dei distretti industriali più importanti del Lazio, dove il calore non dipende soltanto dalle ondate di afa ma è parte integrante del ciclo produttivo. 'Nel comparto ceramico - sottolineano i segretari generali Mauro Vaccarotti, Fabrizio Mastrogiovanni e Raniero Brunelli - forni, impianti di essiccazione e lavorazioni ad alta temperatura fanno sì che, soprattutto durante l'estate, il microclima all'interno dei reparti diventi particolarmente gravoso. Temperature elevate e forte umidità espongono i lavoratori a un rischio concreto per salute e sicurezza, aumentano il calore percepito e rendono indispensabili interventi strutturali per ridurre i rischi legati allo stress termico'.

L'accordo prevede di istituire pause programmate in aree climatizzate e dotate di adeguati sistemi di idratazione, il monitoraggio costante degli indici di temperatura e umidità nei reparti più esposti, investimenti per migliorare ventilazione e isolamento termico degli impianti e percorsi di informazione e formazione per consentire ai lavoratori di riconoscere tempestivamente i sintomi dello stress da calore. E' stato ben recepito tra le parti tanto che nel giro di poche ore è già pervenuta da parte di un'azienda una valutazione molto accurata e dettagliata di rischio stress che potrebbe essere una buona pratica da seguire.

 'Il protocollo nazionale - ha spiegato Vaccarotti della Filctem Cgil - ha fornito la cornice giuridica e l'indirizzo politico, ma è sul territorio che dobbiamo fare la differenza. Le aziende della ceramica affrontano una sfida unica, dove il calore è parte della produzione stessa. Questo protocollo specifico dimostra la volontà comune di mettere la sicurezza e il benessere dei lavoratori al centro della competitività industriale del nostro distretto.

Per Fabrizio Mastrogiovanni della Femca Cisl: 'Trovare la soluzione per migliorare il microclima aziendale con investimenti mirati è possibile. Abbassare le temperature, oltre a rendere il posto di lavoro più confortevole, riduce infortuni, malattie e porterebbe anche benefici produttivi. Quindi è un investimento e non una spesa”

Anche per Raniero Brunelli della Uiltec Uil: 'Gli interventi mirati per risolvere il problema sono possibili con i vari impianti di refrigerazione e deumidificazione come visto in altre realtà ceramiche in Italia quindi crediamo sia giusto dare la possibilità ai lavoratori del settore di trovare un ambiente consono per una migliore vita lavorativa psicofisica nei periodi estivi”.

Il tavolo di confronto proseguirà nei prossimi giorni con l'obiettivo di siglare l'accordo in tempi rapidi, rendendo il distretto di Civita Castellana un modello di riferimento nella gestione della sicurezza sul lavoro legata allo stress termico.






Facebook Twitter Rss