

Un prete che, scrivono le cronache del tempo, “lasciò tonaca e aspersorio e si unì alle truppe del comandante Masi per liberare Montefiascone”. Accadde nel 1860 e don Felice Ribichini, parroco di Canepina, si aggregò ai garibaldini, in aperto contrasto con lo Stato pontificio. La sua vita verrà ricordata venerdì 18 marzo in un convegno a Canepina, al Salone Quarto Stato, e insieme a lui verranno portati agli onori della cronaca altri patrioti – soprattutto di estrazione popolare – che vissero ed operarono nel centro cimino a partire dal 1848.
“Si tratta di vicende sconosciute alla stragrande maggioranza dei canepinesi e perse negli archivi – dice il sindaco Palozzi – e farle venire alla luce ci sembra il modo migliore per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia”.
All’incontro, oltre allo stesso Palozzi, prenderanno parte anche il presidente della Provincia di Viterbo Marcello Meroi, il giornalista Beniamino Mechelli (a cui si deve la “riscoperta” di Ribichini) e il direttore del Museo delle Tradizioni popolari Quirino Galli. Tra gli invitati anche il prefetto di Viterbo Antonella Scolamiero: Prefettura e Provincia, infatti, si sono mostrate sin da subito interessate all’argomento. A moderare gli interventi il consigliere comunale Francesco Corsi, che ha seguito l’organizzazione della manifestazione.
“A don Felice Ribichini – continua Palozzi - abbiamo dedicato uno spazio presso il Museo. Dopo la vicenda di Montefiascone, tornò a Canepina e, osteggiato dalla Chiesa, visse in povertà fino alla morte, senza mai rinunciare ai suoi ideali. Sebbene sia stato l’esponente più importante del Risorgimento a Canepina, ci sono altre figure, come ad esempio Francesco Luccioli, che non vanno dimenticate. Le ricorderemo tutte venerdì”.
All’incontro parteciperanno anche gli studenti dell’Istituto comprensivo di Canepina. Il convegno su Ribichini non è l’unico appuntamento organizzato per ricordare l’Unità d’Italia. Il 16 marzo, infatti, ci sarà la deposizione delle corone ai monumenti di Canepina, con accompagnamento della banda musicale Vincenzo Bellini, e il concerto della banda stessa in Piazza Garibaldi.
Il 17 marzo, infine, tutti i cittadini esporranno ai balconi il tricolore “per ricordare – conclude Palozzi – che siamo uno Stato unitario grazie al sacrificio di chi ci ha preceduto”.