

di Andrea Arena
VITERBO – E' un quadrilatero tra viale Raniero Capocci, via Lorenzo da Viterbo, via Pietro Vanni e via Antonio Del Massaro. Attaccato al Ragioneria Paolo Savi e a due passi da piazza Crispi. Potrebbe essere un incantevole polmone verde, tranquillo perché circondato da palazzine, alcune di proprietà comunali altre di ex consorzi. Peccato che quel posto – pure comunale – sia ridotto uno schifo. E alcuni degli abitanti (nei quattro palazzi vivono circa 60 famiglie) hanno incontrato oggi pomeriggio il sindaco Michelini, l'assessore Saraconi e il consigliere comunale Scorsi per raccontare tutti i problemi di questa zona. Che è nascosta alla vista di chi passa, e che dunque offre il riparo necessario anche a situazioni poco chiare.
Tutte le immagini del parco e dell'incontro col sindaco
''Di giorno e soprattutto di notte ne vediamo di tutti i colori – dice una signora – Vengono a drogarsi e a fare i loro comodi, ma anche atti di vandalismo. Hanno divelto le panchine, fanno i loro bisogni ovunque. Ne ho beccato uno mentre faceva pipì sui miei panni stesi. L'ho avvertito: se ci riprovi te lo taglio, gli ho detto''. Tagliare cosa è facilmente intuibile.
Il parco ha quattro accessi pedonali, sempre aperti, 24 ore su 24. Gli abitanti vorrebbero che fosse chiuso con dei cancelli, almeno nelle ore notturne, sullo stile degli altri parchi comunali, da Pratogiardino a quello dentro Porta della Verità. Il problema, come fa notare subito il sindaco, è che diversi portoni dei palazzi danno sull'interno. Chiudere il parco la notte potrebbe significare problemi in caso di emergenza, e altri problemi tecnici (chi tiene le chiavi? Chi viene a chiudere tutte le sere?).
Le panchine divelte ci sono. Confezioni di siringhe. Lo scivolo per i bambini insozzato di scritte. Il degrado è visibile, e siamo a due passi dal centro. L'erba alta, anzi altissima, con rifiuti sparsi. I quattordici alberi (tigli e pini) non potati da anni: ''E proprio da qui bisogna cominciare – spiega Michelini in un civilissimo confronto coi cittadini – Questo è uno spazio pubblico e gli alberi non possono crescere così liberi, perché altrimenti i rami diventano pericolosi. A questo cercheremo di provvedere subito, così come al taglio dell'erba. Se poi la notte ci sono dei rischi bisogna valutare bene il da farsi''. Magari aumentando la vigilanza.
L'appuntamento coi cittadini, per arrivare a delle misure concrete, è di qui ad un mese. Una signora, affacciata al balcone, chiama i giornalisti: ''Io i panni li ritiro sempre la notte. Però a pensarci bene una volta di rubarono un barattolo di visciole che avevo messo a raffreddare sul davanzale. Dopo ci trovai un biglietto, c'era scritto 'Grazie, abbiamo gradito'''. Ladri gentiluomini, signora mia, ma sempre ladri.