

VITERBO – (d.s.) Era gremita la sala conferenza dell’Udc a Viterbo in via Garbini. C’erano tutti gli esponenti del partito e di Futuro e Libertà che sostengono la candidatura alla Regione Lazio dell’ex presidente della Commissione giustizia della Camera dei Deputati. Ad introdurre il discorso di Bongiorno, più volte interrotto dagli applausi, è stato Claudio Barbaro candidato per il Lazio 2 alla Camera dei Deputati che ha sottolineato l’importanza delle prossime consultazioni elettorali: ''E’ necessaria una svolta – ha detto – e questo cambiamento è rappresentato da noi. La coalizione che fa riferimento al presidente Monti si propone l’obiettivo di scardinare il bipolarismo che ha fallito e intende un modo diverso di vedere la politica''.
Poi sono intervenuti i candidati consiglieri alla Pisana Carlo Graziani, Claudio Taglia e Gino Stella. Il loro obiettivo è riportare al centro della discussione politica i problemi della provincia, del distretto di Civita Castellana, dell’agricoltura della Maremma che soffre la pressione fiscale, del credito alle imprese. Tutti argomenti che Bongiorno ha toccato.
Ma l’istanza più importante è arrivata da Federlazio di Civita Castellana, l’associazione delle imprese che appartengono al distretto. Da Gianni Calisti, presidente del comparto ceramiche, è arrivata la proposta di istituire un marchio ''identificativo del distretto che appartenga al territorio. Secondo noi di Federlazio questa può essere la carta vincente per superare il lungo periodo id crisi che vive la ceramica a Civita Castellana. L’idea è piaciuta sia alle aziende del comparto che ai comuni che appartengono al distretto''.
Alla realizzazione del marchio stanno contribuendo le istituzioni (Regione e Provincia), l’Università della Tuscia e la Camera di Commercio. Calisti e Augusto Gigliozzi (vice presidente di Federlazio) hanno poi sottolineato i problemi che quotidianamente vive il comparto, uno dei più colpiti dalla crisi: dalla ore di cassa integrazione che sono aumentate, al credito alle imprese: ''Si è passati dai tempi in cui i cordoni delle banche erano larghissimi al nulla: in tal modo le aziende si sentono strozzate'', hanno dichiarato. I due rappresentanti degli imprenditori hanno anche posto l’accento sul problema dell’internazionalizzazione e dell’export che può diventare un altro strumento utile per combattere la crisi e rendere competitive le piccole e medie imprese.
E’ intervenuto anche Regino Brachetti che in qualità di presidente del Lait ha assicurato che sono stati stanziati 20 milioni di euro utili per il pagamento degli stipendi ai dipendenti Recup.