

VITERBO - Un giorno di lavoro al mese non retribuito, il congelamento del 50% del Tfr e dell’intera quattordicesima mensilità 2013. L’azienda, da parte sua, oltre a rilanciare l’attività, si impegna a riassorbire il maggior numero possibile di lavoratori attualmente in cassa integrazione, a partire dal febbraio 2013, e a restituire le somme ai dipendenti tra il 2014 e il 2015. E’ quanto prevede l’accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali e dalla proprietà del Gruppo Sanitari Italia (Gsi) di Civita Castellana. Accordo che diventerà effettivo solo se approvato dai lavoratori il 27 gennaio prossimo, data in cui si svolgerà un referendum aziendale.
La Gsi, specializzata nella progettazione e la realizzazione di prodotti in ceramica per il bagno, ha 174 dipendenti. La stragrande maggioranza, a causa della crisi economica che ha provocato una drastica contrazione dei mercati europei (-75% negli ultimi 4 anni) è in cassa integrazione. L’ammortizzatore sociale, anche per gli effetti del decreto Fornero, è in via d’esaurimento. Per i lavoratori, quindi, potrebbe scattare la mobilità e la procedura di licenziamento.
Nel frattempo, tuttavia, l’azienda ha iniziato a conquistare fette di mercato in Asia e nell’Europa dell’Est. Ed ha anche avviato investimenti per l'adeguamento degli impianti. Da qui la prospettiva di una ripresa e la necessità di un accordo sindacale che compendi il rilancio dell’attività e la salvaguardia dei posti di lavoro.
''Il nostro primo obiettivo – spiega Valentino Vargas, segretario della Filctem-Cgil, uno dei principale artefice dell’accordo – è evitare che la fabbrica chiuda i battenti. Solo così possiamo sperare di salvare l’occupazione e garantire un reddito ai lavoratori e alle loro famiglie. La Gsi, in crisi da anni, grazie ai nuovi sbocchi di mercato, ha serie prospettive di ripresa. E, se per non vanificarle, sono necessari dei sacrifici da parte dei lavoratori, ancorché momentanei, sarebbe stato irresponsabile rifiutarli”.
Le possibilità che l’ipotesi d’accordo venga approvata sono concrete: non solo è stato già sottoscritto da tutti i rappresentanti aziendali ma ha ottenuto un primo assenso anche dall’assemblea dei lavoratori. Erano presenti circa 140 su 174 e uno solo ha votato contro.
Dure critiche all’accordo sono invece arrivate da Rifondazione Comunista, anche se sembra che il suo segretario abbia votato a favore. In una nota diffusa ieri, accusa la Cgil di aver accettato a Civita Castellana un accordo simile a quello che non sottoscritto alla Fiat di Pomigliano “Se l’accordo della Gis dovesse passare – conclude la nota – peggioreranno le condizioni di vita e lavorative per migliaia di operai del distretto”.