


VITERBO - Un flash mob nazionale per non dimenticare. E per lanciare un allarme che suona sinistro come una sirena nella notte. Sabato sera, in tutta Italia, gli operatori della sicurezza si sono fermati per commemorare le 40 vittime dell'incendio che, in una tragica notte di Capodanno, ha devastato la discoteca 'Le Costellation' di Cras-montana. Un pensiero speciale è andato a Stefano Javanovic, l'addetto alla sicurezza di 31 anni che quella notte e’ diventato un eroe silenzioso.
Come ricorda l'IASS (l'associazione di categoria), Stefano era solo all'ingresso, senza supporto. Quando divamparono le fiamme, la sua unica preoccupazione non fu mettersi in salvo, ma salvare gli altri. Entrò e uscì da quell'inferno più volte, trascinando fuori decine di giovani terrorizzati. Alla fine, il fumo e il fuoco lo inghiottirono. 'Il suo gesto eroico rappresenta l'essenza più profonda della nostra professione', sottolinea l'associazione.

Anche Viterbo ha risposto presente all'appello. Gli operatori della ARSecurity si sono radunati in divisa presso la loro sede per un momento di raccoglimento. Ma la commemorazione è stata anche l'occasione per accendere un faro sulle troppe criticità di un settore tanto delicato quanto sottovalutato.
La denuncia arriva forte e chiara dal presidente dell'IASS, Franco Cecconi, attraverso un volantino che è un pugno nello stomaco: 'C'è una bomba a orologeria che ticchetta ogni fine settimana nelle nostre città'. Non si parla, specifica, di terrorismo o criminalità organizzata, ma di qualcosa di 'più subdolo, più diffuso, più pericolosamente sottovalutato: l'assenza di una cultura della sicurezza nei luoghi del divertimento'.

Un problema che parte dal basso, dalla mancanza di una vera professionalizzazione del settore – nonostante i passi avanti come il primo contratto collettivo nazionale e le norme UNI – e arriva fino ai piani alti. 'Parlo a nome di professionisti sfiniti', continua Cecconi, 'che raccolgono le testimonianze di gestori lasciati soli da istituzioni che, troppo spesso, intervengono solo quando la tragedia è già avvenuta'.
L'appello è un grido quasi disperato: non aspettare il prossimo incendio, la prossima rissa finita male, il prossimo 'Stefano Javanovic'. La sicurezza non è un costo da tagliare o un optional per far quadrare i conti di una serata. È il confine, spesso invisibile, tra una notte di divertimento e una che finisce in prima pagina. E a volte, purtroppo, non basta nemmeno un eroe per garantire il lieto fine.
