

VITERBO – (aml) I viterbesi hanno ricevuto per Pasqua la poca gradita sorpresa di un aumento del 15% sulla Tari, la tassa sui rifiuti.
L’incremento di un’imposta non fa mai piacere, ancor di meno quando la maggior parte delle famiglie deve fare i conti con una crescita costante di beni alimentari e bollette varie. E una tegola di un quindici percento in più su una tassa per un servizio, fin dall’inizio molto contestato per la scarsa efficacia ed efficienza, la rende ancora più indigesta.
Su quanto deliberato dal consiglio comunale, o meglio dalla maggioranza del parlamentino di Palazzo dei Priori lo scorso martedì, abbiamo raccolto le voci di alcuni commercianti di via Cairoli. La strada, dopo una lunga chiusura per lavori, è stata un brutto esempio di discarica a cielo aperto per i cumuli di rifiuti, smaltiti in maniera irregolare, che dallo scorso sabato non sono stati raccolti sino a giovedì.
''Un bel regalo della nostra amministrazione comunale. – commenta Giuseppe Alberti del bar Revolution - Un regalo che mette ancora più in crisi le attività del centro che stanno uscendo dalle difficoltà causate dai lavori su via Cairoli. Così si vanno a incrementare le criticità di un centro abbandonato. Sono state fatte tante promesse per far rivivere la zona con manifestazioni, iniziative invece rimane sempre fuori da ogni programma. Meno male che a giugno se ne vanno''.
Laconico ma incisivo Roberto Pianura di Bms, forniture per centri estetici. ''Posso anche accettare l’aumento ma poi voglio vedere la città pulita, con più cestini e neanche una cicca di sigaretta in terra. Pago pure di più ma voglio avere un riscontro''.
Ancora più sintetico il commento di Roberto Baldini, proprietario dell’omonima pizzeria. ''Il 15% è un’esagerazione. Se ci deve essere un aumento per migliorare il servizio posso capirlo ma così è troppo''.
Anche per la dottoressa Stefania Fortini, titolare della farmacia di via Cairoli, l’incremento ''potrebbe anche stare bene se il servizio funzionasse, ma non funziona''.
Lo testimonia raccontando la sua esperienza. ''Noi abbiamo il contenitore per i farmaci scaduti. Per due o tre mesi non lo hanno svuotato, successivamente dovevo chiamare ogni settimana perché svolgessero il servizio previsto. Dovevamo posizionare all’esterno il bidone alle 5,30 del mattino, così ci avevano spiegato, ma visto che gli operatori non passavano mai alla fine siamo stati costretti a lasciarlo sempre fuori''.
La dottoressa inoltre rileva che sarebbe necessario ''mettere bene per iscritto le regole da seguire. E non basta quel volantino che hanno distribuito, poco esplicativo. Occorrono maggiori informazioni, più dettagliate su come differenziare le varie tipologie di rifiuti''.
Bolla il provvedimento con un drastico “assurdo” Saul Pallotta, titolare della storica tabaccheria che porta il suo nome. ''Non posso certo dire di essere contento dell’aumento. Un po’ va bene ma quando si esagera… Con tante famiglie in difficoltà accrescere del 15% la Tari è davvero assurdo, soprattutto visto il servizio offerto. Hanno ridotto il centro ai minimi termini, non c’è più niente, non ci sono più servizi. Noi paghiamo solo tasse. Dentro città non c’è più nessuno, il centro è abbandonato. Dovrebbero diminuirci la tassa del 15% altro che aumentarla. Il centro è stato ridotto a un monnezzaio''.