ANNO 16 n° 272
Un anno di pandemia. E le case finiscono all’asta
24/02/2021 - 10:46

di Massimiliano Morelli 

Il vortice che da un anno attanaglia il pianeta ha creato – ma questo si sapeva; e si poteva immaginare con largo anticipo – sconquassi senza eguali. I lockdown, e la conseguente mancanza di liquidità, hanno aumentato in maniera esponenziale le case che finiscono all’asta. Proprio perché denaro non c’è, soprattutto fra i ceti medi. Il 66% delle abitazioni finite all’asta ha un prezzo inferiore ai centomila euro, un altro 23% è compreso nella fascia tra i centomila e i duecentomila euro. E nella stragrande maggioranza dei casi non si tratta certo di case di particolare pregio. Nel secondo semestre del 2020, in base al rapporto del Centro Studi Sogeea, presentato ieri in Senato, c’è stato un vero e proprio boom di case all’asta con una crescita del 63,5%. Le procedure avviate sono 15.146, a fronte delle 9.262 rilevate nella prima parte dell’anno. Un terzo delle abitazioni in vendita (5.798 unità) si concentra nel nord del Paese, che ha avuto un’impennata delle procedure forzate pari al 27,7%. Dolorosa la situazione nel Mezzogiorno: quasi triplicate le aste nelle isole (284%), più che raddoppiate nelle altre regioni (113%).

 

 






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