

di Irene Minella
VITERBO – Un 2017 nero per la Tuscia. Un 2017 di grandi tragedie e di sangue versato sulle strade. Circa due incidenti mortali al mese, così si possono sommariamente tirare le fila di quelle stragi improvvise che non hanno saputo risparmiare nemmeno giovani vite.
Andrea, Nikita, Filippo, Franco, Stefano, Rosa, Davide, Antonio. Questi sono solamente alcuni dei nomi delle oltre 30 vittime per incidenti stradali accaduti nel corso di questo anno che si avvia alla conclusione. Un triste e tragico bilancio per la provincia di Viterbo che porta a riflettere non solo sulle condizioni disastrate di alcune arterie stradali della Tuscia, ma anche su un generale erroneo stile che si assume durante la guida.
Sull’asfalto del Viterbese il destino è stato crudele. Intere famiglie sono rimaste all’improvviso senza l’affetto dei propri cari come quelle dei coniugi Luciano Di Gregorio e Luigina Graziani, morti entrambi lo scorso 23 agosto sulla Cassia Sud, oppure Rosa Zega e suo marito Manfredo Nustriani, deceduti per due diversi incidenti stradali avvenuti a poco meno di tre mesi di distanza l’uno dall’altro. Ma sulla strada hanno lasciato la vita anche molti giovani in sella alla loro passione più grande, la moto: Nikita Ricci, Andrea Manca, Antonio Tortolini e Stefano Gambini vittime anche loro di tristi fatalità.
Ma il 2017 è stato per la Tuscia anche l’anno delle grandi tragedie che hanno scosso in modo indelebile tutti gli abitanti della provincia. Pistola puntata alla tempia, un colpo deciso, studiato, esasperato. Silvia Tabacchi la vittima di un amore malato, di un ex fidanzato, Francesco Marigliani, che non è riuscito ad accettare la fine della loro lunga storia e che invece ha preferito ucciderla e uccidersi. Una tragedia consumatasi lungo la strada provinciale Vasanellese lo scorso 17 marzo.
Finisce in fondo ad una scarpata a Limone la vita di Giuseppina Casasole, imprenditrice 59enne di Viterbo il 30 maggio del 2017. La donna, che era nel comune del Cuneese per passare un po’ di tempo con sua figlia, sarebbe la vittima inconsapevole della ''pazzia'' di un ragazzo di soli 19 anni che, ora dichiarato incapace di intendere e volere, al momento della confessione ha detto agli inquirenti: ''Sentivo voci, avevo visioni e una musica in testa mi ha detto di farlo''.
Poi l’ultima grande tragedia sulla quale le indagini sono ora nel vivo. I coniugi Fieno, Gianfranco e Rosa, la notte di Santa Lucia, lo scorso 13 dicembre, sono stati ritrovati senza vita e avvolti nel cellophane all’interno della camera da letto nella casa di loro proprietà. L’unico sospettato è Ermanno Fieno, il figlio 44enne della coppia, che dopo una breve fuga si trova ora tra le sbarre del carcere di Imperia in attesa di essere trasferito a Mammagialla ed iniziare il processo in cui dovrà chiarire la sua posizione in merito alla tragica morte dei suoi genitori.
In questo triste bilancio non si può dimenticare chi invece è morto da eroe come Yassine Faid, il 26enne affogato nelle acque del Lago di Bolsena per portare in salvo una bimba di soli 10 anni. O come Egidio Locatelli precipitato in un burrone nell’area archeologica di Vulci nel tentativo di salvare Aron, il suo fedele amico a quattro zampe.