ANNO 16 n° 274
Udc sceglie di andare in ordine sparso
Tutti con Monti sotto la ''tutela'' del Babbo; c'č chi guarda a Michelini o a Marini
06/03/2013 - 04:00

VITERBO – (roc) Mentre il Pd è alle prese con lo slittamento delle primarie, il centrodestra con l’analisi del voto regionale e con il bilancino delle preferenze, l’Udc ha il compito per certi versi più semplice. Essendo fuori da tutti i giochi perché il partito è praticamente scomparso, gli ex scudocrociati godono di spensierate giornate di libera uscita.

Casini ha ottenuto in extremis un posto in Senato, per il resto non c’è neanche bisogno di scomodare ‘’Chi l’ha visto?’’. Il ‘’De profundis’’ lo aveva già cantato Gigli ancora prima delle elezioni. Ma neanche lui, probabilmente, avrebbe immaginato che i suoi oppositori interni, l’ala santucciana del partito, si sarebbero scavati la loro fossa con le loro mani.

Non per colpa loro, certo. Di mezzo c’è stato il flop della candidatura di Monti e l’adesione (per molti l'appiattimento) di Casini sul Prefessore.

Ma adesso che Monti ha deciso di dare continuità e struttura di partito alla sua Scelta Civica, a comandare il gioco è di nuovo Nando Gigli che, ironia della sorte, potrebbero ritrovarsi in minoranza i vari Santucci e Brachetti che ora viaggiano in ordine sparso.

Babbo Nando, infatti, dichiarò in tempi non sospetti di aderire organicamente a Monti solo qualora l’attuale presidente del Consiglio avesse organizzato un partito politico. L’operazione prenderà il via a giorni e tutto fa pensare che Gigli mantenga la promessa. In dote porterebbe un bel pezzo di ex Udc che lo ha seguito durante la crisi interna, ma anche il ritrovato Socciarelli, il quale, a sua volta, avrebbe coinvolto un bel po' di gente, tra cui Muroni e Moltoni.

Se nel partito di Monti ci fosse una nuova ''guerra delle tessere'', stavolta non ci sarebbe storia. E siccome Santucci e compagni se ne starebbero rendendo conto, pare che quella ''guerra'' sia l’ultimo dei loro problemi.

Resta però il fatto che, nello stesso momento in cui Gigli si dichiarò disponibile per Monti, fece anche un endorsement per Enrico Panunzi alla Regione Lazio e per Leonardo Michelini al Comune di Viterbo.

Una tela tessuta a maglie strette e un vero rompicapo per chi pensava di essersi sbarazzato del Babbo che ora, invece, sta tornando in sella.

A meno che Santucci o i santucciani non intendano strizzare l'occhio al Pdl, e rientrare per quella strada, non meno spericolata, nei giochi per le comunali.

Ma nessuna di queste opzioni, qualunque essa sia, sembra però supportata, almeno al momento, da quel valore contrattuale che metta in condizione qualcuno di fare richieste di prima fascia. Per dirla più diplomaticamente: gli ex Udc si scordino il candidato sindaco.

Sarà forse per tutti questi motivi che la prossima competizione per Palazzo dei Priori sarà caratterizzata da una sorta di corsa ''ad personam'' degli uomini (ex?) di Santucci. La parte del leone la faranno ovviamente Michelini da una parte e Marini dall'altra.

Se sia ''catarsi politica'' non è dato sapere. Di sicuro è sopravvivenza. Politica s’intende.






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