

Ne avevano scoperti tre di ''led”, quei micidiali ordigni esplosivi fatti in casa che mietono vittime in Afghanistan. Il quarto, invece, è costato la vita ad un altro soldato italiano: il primo caporal maggiore Roberto Marchini, 28 anni, originario di Caprarola, appartenente all'8° Reggimento Genio Guastatori Folgore di Legnago (Verona). Il quarantesimo dal 2004. E' morto mentre già pregustava il ritorno a casa, in licenza, previsto per domani mattina (giovedì 14 luglio).
L’attentato è avvenuto ieri mattina, a circa 3 chilometri a ovest dalla 'Fob Lavaredo', la base avanzata del contingente italiano nel distretto di Bakwa, nella provincia di Farah. Lo stesso distretto nel quale 10 giorni fa, il 2 luglio, è stato ucciso il caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, anch'egli vittima di un “Ied”.
Il ministero della Difesa ha reso noto che Marchini era impegnato in un'attività di ricognizione insieme a militari afgani, quando è stato investito dall'esplosione. Sembra che il geniere si trovasse a piedi, davanti al mezzo, e che stesse fornendo sicurezza ad un team di artificieri impegnati a bonificare la strada da ordigni. Ne avevano individuati tre e li stavano neutralizzando. Il quarto lo ha ucciso.
La salma di Marchini è stata trasportata in elicottero al quartier generale di Herat, dove un picchetto armato gli ha reso gli onori militari. Poi, nella sala polifunzionale di Camp Arena, la camera ardente.
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa – che oggi riferirà in Parlamento sulla situazione in Afghanistan, insieme al ministro degli Esteri Franco Frattini - fornirà maggiori particolari sulla dinamica dell’attentato.
''Più il controllo del territorio passa dall'Isaf al governo legittimo afgano - ha detto ieri La Russa - più i terroristi cercheno di bloccare ogni attività e ogni impegno. Il numero degli attentati - ha aggiunto – è diminuito rispetto all'anno scorso, ma quelli compiuti diventano sempre più pericolosi”.