ANNO 16 n° 274
Uccise un 55enne a pugni,
di nuovo alla sbarra per lesioni
L’uomo deve scontare 17 anni di carcere, a Mammagialla avrebbe
aggredito un musulmano ''perché pregava a voce troppo alta''
09/03/2019 - 07:24

VITERBO – (b.b.) Avrebbe aspettato l’ora d’aria e poi, aiutato forse da una decina di detenuti, lo avrebbe accerchiato sulle scale che portano al cortile di Mammagialla. Con un pugno gli avrebbe rotto il setto nasale e lo avrebbe fatto finire in ospedale con una prognosi di 30 giorni.

È ora alla sbarra per lesioni il moldavo Tudor Malcoci, di 49 anni, recluso a Viterbo per una condanna a 17 anni per omicidio. Secondo la Corte d’Appello di Roma sarebbe stato lui ad uccidere il connazionale Victor Sirbu il 28 dicembre del 2014 e a nascondere il cadavere sotto la sabbia vicino ad una villetta di Lido di Pini, ad Ardea. Il corpo riemerse dopo più di un mese per lo smottamento di una duna della spiaggia: Malcoci, accusato di omicidio volontario, avrebbe ferito dapprima la vittima con un tirapugni, poi l’avrebbe finita sulla spiaggia a suon di violenti colpi alla testa.

A Mammagialla dal 2016, quando dopo mesi di latitanza venne rintracciato dall’Interpol in Ucraina ed estradato in Italia, ora è di nuovo finito nei guai: il 49enne deve rispondere di lesioni. Secondo la procura viterbese avrebbe preso a pugni un detenuto musulmano perché ''avrebbe pregato a voce troppo forte’’.

È la stessa vittima a riferirlo in aula, di fronte al giudice Gaetano Mautone: ‘’Stavo quasi urlando e ho infastidito i miei compagni di sezione. Quando sono uscito per l’ora d’aria mi hanno accerchiato in undici o dodici e mi hanno riempito di botte. Ma Tudor non c’era, io non l’ho mai visto’’.

Nonostante il 31enne, originario del Marocco sia pronto a scagionare il moldavo, il processo a carico di quest’ultimo andrà comunque avanti: si tornerà in aula il prossimo 17 gennaio per ascoltare tre agenti di polizia penitenziaria e quattro detenuti presenti al momento dell’aggressione.






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