ANNO 16 n° 276
Uccide la madre soffocandola con un sacchetto E poi tenta il suicidio, è grave
29/03/2013 - 09:32

Uccide la madre, soffocandola con un sacchetto della spesa e tagliandole le vene. Poi prova a togliersi la vita lui stesso, allo stesso modo. Teatro dell'omicidio, nella notte di giovedì 28, è stata un’estranea camera d’albergo scelta forse come ultimo spazio familiare da condividere. Hotel Hermitage, quattro stelle lusso in via Messina 10, Chinatown. La polizia arriva poco prima di mezzanotte nella stanza al terzo piano, trova una donna di 59 anni già deceduta e un uomo di 31 anni in fin di vita. Sono, appunto, madre e figlio. «Non ho ucciso mia madre, volevamo suicidarci insieme». Sono queste le parole che il 31enne ha pronunciato ai poliziotti della Squadra mobile che lo hanno ascoltato per ricostruire quanto accaduto.

DIFFICOLTA' ECONOMICHE - I contorni del delitto restano indecifrabili fino a tarda notte. Forse un omicidio-suicidio «programmato», ma portato a termine per metà. Il figlio avrebbe soffocato con un sacchetto e tagliato le vene alla madre, prima di provare a togliersi la vita lui stesso. Una scelta estrema che potrebbe essere spiegata da una condizione di vita difficile, forse problemi economici. La famiglia abita in via San Senatore, pieno centro di Milano, zona Missori. Il trentenne (ricoverato in gravi condizioni a Niguarda, in stato di fermo), prima dell’ultimo gesto, avrebbe manifestato i suoi intenti suicidi al padre e a un amico e telefonando per annunciare: «la mamma è morta». Questi ultimi avrebbero avvisato la polizia.

corriere.it






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