ANNO 16 n° 274
Uccide l' ex a coltellate davanti al figlio, Lei l'aveva già denunciato per stalking
11/07/2013 - 10:10

 

È stata uccisa a coltellate dall'ex convivente davanti al loro bambino di due anni. «Un delitto annunciato», sfoga la sua rabbia la madre della vittima, visto che la figlia aveva già denunciato sei volte per stalking l'uomo che le ha poi tolto la vita. Rosi Bonanno, 26 anni, è stata ammazzata stamattina a Palermo in un'abitazione di via Orecchiuta, una traversa di via Villagrazia, nella casa dei suoi genitori, dove da qualche tempo era tornata a vivere con il figlio. L'omicida, Benedetto Conti, suo ex, è stato poi fermato dalla polizia a Villabate, in un'abitazione dove risulta residente, circa due ore dopo il delitto.

 

IN CASA CON IL BAMBINO - Secondo una prima ricostruzione dei fatti effettuata dagli investigatori, l'ex compagno della donna l'avrebbe raggiunta nella casa dei genitori sapendo che i suoceri erano andati a trovare una congiunta in ospedale, e al culmine di una discussione, forse un fallito tentativo di riconciliazione, l'avrebbe colpita a morte con un coltello. A trovare Rosi Bonanno senza vita, riversa in una pozza di sangue, è stato suo padre. Nella stessa stanza c'era il figlio della donna. Il padre della vittima, mentre rientrava a casa, avrebbe visto il genero allontanarsi velocemente dallo stabile.

 

STALKING - Fermato dalla polizia poco più tardi, Conti ha detto di aver tentato di suicidarsi ingerendo del veleno per topi. Gli investigatori l'hanno accompagnato in ospedale per una lavanda gastrica. Una tragedia, quella di stamane, che forse avrebbe potuto essere evitata: l'uomo era già stato denunciato sei volte dalla vittima per stalking. Secondo il Tribunale avrebbe dovuto vedere il loro bambino due volte alla settimana, ma in realtà si sarebbe recato nella casa degli ex suoceri quotidianamente, disturbando e assillando la sua ex compagna.

 

«UNA VITA D'INFERNO» - «È un delitto annunciato. Si sapeva che finiva così. L'assistente sociale, la polizia sapevano tutto, abbiamo fatto le denunce, da due anni denunciamo violenze, minacce, intimidazioni», è lo sfogo disperato di Teresa Matassa, la madre della vittima. La donna, seduta davanti alla casa del delitto, spiega che la figlia aveva lasciato Conti lo scorso gennaio perché quella con lui era una vita impossibile, fatta di botte, insulti, scenate di gelosia, e, accusa: «Anche dopo è stato un inferno, mia figlia era in pericolo. Lo abbiamo detto alle forze dell'ordine, all'assistenze sociale, abbiamo fatto denunce, ma non è accaduto nulla. Ci ha bruciato la macchina, ci ha lasciato una bottiglia piena di benzina davanti la porta di casa. Una vita impossibile. Voleva che Rosi tornasse con lui, la ricattava per via del figlio. Ora l'ha uccisa e l'avete tutti sulla coscienza».

 corriere.it






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