ANNO 16 n° 275
Tutto il paese all'addio
di Cristina Cappelloni,
la ragazza morta
suicida a soli 29 anni
15/01/2015 - 00:00

GROTTE DI CASTRO – ''Cristina è attesa da un’esistenza senza fine. Dio accoglierà la sua anima e le donerà la pace eterna''. Con queste parole, il parroco di Grotte di Gastro ha terminato l’omelia ai funerali di Cristina Cappelloni, la giovane di ventinove anni che l’altro giorno si è suicidata, sparandosi un colpo di pistola alla tempia. Un gesto scaturito, come ha lasciato scritto lei stessa, da una delusione d’amore: la fine di una lunga storia con il fidanzato.

Alle esequie, celebrate nella basica di San Giovanni, hanno partecipato quasi tutti gli abitanti del paese e molta gente giunta da fuori. La bara della giovane, coperta da un grande cuscino di fiori bianchi, era adagiata sul pavimento ai piedi dell’altare. Per tutta la durata della funzione, Grotte di Castro è stata avvolta da una cappa di silenzio, di dolore, di lutto.

Una teoria infinita di persone ha voluto esprimere il proprio cordoglio ai genitori della ragazza, visibilmente distrutti dal dolore. Così come erano visibilmente distrutti le sue amiche e i suoi amici che, da tre giorni, continuano a scriverle sui social messaggi d’affetto.

Ai funerali hanno partecipato anche i suoi colleghi di lavoro: Cristina era impiegata come segretaria nello studio legale dell’avvocato Angelo di Silvio.

Al termine del rito, Cristina è stata sepolta nella tomba di famiglia, nel cimitero del paese. 

Il corpo della giovane fu trovato immerso in lago di sangue dai suoi genitori intorno alle 13 del 12 gennaio. Sul pavimento, accanto al cadavere, c’era la pistola con la quale si era sparata un colpo di pistola alla tempia, legalmente detenuta dal padre. Sul tavolo due biglietti scritti a mano nei quali spiegava i motivi del suo tragico e inatteso gesto: la rottura definitiva della sua lunga storia d’amore con il fidanzato, avvenuta il giorno prima.

I carabinieri di Grotte di Castro, con l’ausilio del medico legale, hanno accertato che la morte risaliva a circa due ore prima, quindi alle 11 - 11,30. Alcune ore prima, appena alzata, Cristina aveva inviato un sms ai suoi colleghi di lavoro avvisandoli che non si sarebbe recata in ufficio perché non si sentiva bene. Rimasta sola in casa, si è lacerata per alcune ore nel suo dolore, poi la decisione: ha impugnato la pistola del padre, l’ha caricata, ha appoggiato la canna alla tempia e ha premuto il grilletto. Una morte istantanea.

Poi il rientro a casa dei familiari, la scoperta del cadavere, le indagini e lo sconcerto che ha assalito Grotte di Castro e non solo per la fine tragica e inattesa di una giovane vita.

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