

VITERBO – Calcio, musica,tifosi, cibo e birra e amicizia. Ma soprattutto la voglia di stare insieme per i colori che si amano e nel ricordo di un fratello che non c’è più. Sarà tutta dedicata a Giosuel, il ragazzo scomparso il 22 maggio scorso in un incidente stradale, questa edizione (la terza) del Maggio giallonero, la giornata di festa del gruppo Questione di Stile, il gruppo ultras di riferimento del capoluogo, da sempre al seguito della Viterbese, anche nei momenti più bui e difficili.
L’appuntamento è per sabato 24 maggio allo stadio Enrico Rocchi, la cornice naturale per questo evento, il luogo che è stata la casa del Qds per tutta la stagione calcistica e che lo sarà anche in questa circostanza. La data è particolare: negli anni passati si festeggiava il Primo maggio, stavolta, per ricordare con affetto Giosuel, si è posticipato al 24, sempre un giorno festivo.
Il programma è ricco, e partirà dalla mattina, con il torneo di calciotto che vedrà in azione tifosi e amici insieme a qualche calciatore vero gialloblu: hanno già dato la loro adesione i capitani Fapperdue e Federici, Giannone, mister Farris e Patrizio Fimiani. Poi il pranzo, con gli stand di cucina e bevande, a prezzi modici. Nel pomeriggio si comincia con la musica, con Dj set fino a sera, quando ci sarà la cena. E poi, ancora tutti a ballare e a cantare con il concerto dei Giorni Anomali, la rock band viterbese di culto che annovera tra l’altro tra le sue fila alcuni supertifosi curvaioli della Viterbese. Ma non mancheranno altre sorprese, a cominciare da giochi gonfiabili per i più piccoli e altre su cui gli organizzatori mantengono giustamente il segreto (gli aggiornamenti si possono seguire sulla pagina Facebook dell'evento, cliccando QUI). Il biglietto del concerto costa 5 euro, l’ingresso allo stadio invece è gratuito.
Di sicuro sarà una grande giornata di sport, musica e amicizia, in onore dei ragazzi che per tutto l’anno hanno seguito la Viterbese, spesso affrontando sacrifici, e che hanno potuto gioire con la promozione in serie D. E che debbono soltanto ricaricare le batterie in vista di un’altra stagione in curva. Meglio se vincente, anche se per gli ultras veri il risultato conta poco: quello che conta è esserci. Sempre.