


VITERBO – “Rispondere alla violenza con la cura”. È questo il messaggio scelto dal TusciaPride 2026, presentato nel pomeriggio di giovedì nella sala consiliare di Palazzo dei Priori. La manifestazione tornerà a colorare le vie della città sabato 6 giugno, con un corteo che partirà alle 15:30 da via delle Fortezze e si concluderà a piazza Dante Alighieri, dove dalle 19 si terrà la “Queer Night”, dj set technoqueer che accompagnerà la serata fino a tarda notte.
(da sinistra, Giuggiolini e Antoniozzi)

A presentare il tema di quest’anno è stato Mirko Giuggiolini, presidente del TusciaPride, che ha scelto di partire dai numeri. Numeri che raccontano una realtà ancora segnata da discriminazioni e violenze.
“Nel 2026 si contano già 127 aggressioni omotransfobiche. Violenza, odio, esclusione e intolleranza sono ciò che ci restituiscono le statistiche sulla nostra società. Ci sono oltre 30 guerre nel mondo e continue violazioni dei diritti umani. In Italia, dopo gli incidenti stradali, la prima causa di morte tra gli adolescenti è il suicidio, un fenomeno che colpisce in particolare i ragazzi trans”, ha spiegato Giuggiolini.
Il presidente del TusciaPride ha poi acceso i riflettori anche su quelle situazioni che spesso restano invisibili.
“Esistono episodi che non vengono denunciati: adolescenti cacciati di casa, micro aggressioni, discriminazioni quotidiane e perfino terapie di conversione. In 62 paesi del mondo l’omosessualità è ancora considerata un reato e il 58% delle persone continua a nascondere il proprio orientamento sessuale per paura di emarginazione o ritorsioni”, ha aggiunto.
Da qui la scelta del tema “la cura”, intesa come risposta sociale e culturale alla violenza.
“Dobbiamo prenderci cura delle persone, della loro sensibilità e delle fragilità che attraversano ogni dimensione della nostra esistenza”, ha concluso Mirko Giuggiolini.
Nel corso della presentazione è intervenuto anche Alfonso Antoniozzi, vice sindaco e assessore alla Capitale Europea della Cultura, che ha sottolineato il valore sociale della manifestazione.
“Il TusciaPride aiuta a non sentirsi soli. Mostra l’esistenza di una comunità più ampia e apre una finestra su una società possibile. Perché in quella di oggi accadono ancora cose crudeli, al punto che molte persone si sentono costrette a nascondersi”, ha dichiarato Antoniozzi.
Giuggiolini ha poi rivolto un appello diretto alla sindaca Chiara Frontini, che negli anni passati non ha preso parte al corteo.
“Essere oggi in questa sala non è scontato e dimostra la vicinanza dell’amministrazione comunale. Ci auguriamo però che quest’anno la sindaca partecipi al Pride indossando la fascia tricolore, come segno concreto di sostegno istituzionale”, ha affermato il presidente del TusciaPride.
Particolare attenzione sarà dedicata anche all’accessibilità della manifestazione. Durante il corteo saranno distribuiti acqua e tappi per le orecchie, mentre i volontari – riconoscibili da una fascia viola al braccio – offriranno supporto alle persone con mobilità ridotta.
Non solo corteo però. Durante il TusciaPride verranno presentate anche tredici proposte politiche rivolte agli enti locali e alle istituzioni del territorio. Tra queste figurano la creazione di sportelli antidiscriminazione nei comuni, percorsi di formazione sulle tematiche queer e trans per personale scolastico, sanitario e amministrativo, consultori realmente accessibili, regolamenti alias nelle scuole e un tavolo permanente di confronto tra associazioni e istituzioni.
Numerose le realtà che hanno aderito all’iniziativa, tra cui Cgil, Arci, Arcigay, Percorso e Rete degli Studenti Medi. Il patrocinio è arrivato dal Comune di Viterbo, dall’Università della Tuscia e da diversi comuni della provincia, con altre adesioni che potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni.